Brina

L’Autunno, che il 22 dicembre, con il Solstizio, cederà il passo all’Inverno, sta regalando alcune mattinate con la  brina. 

Uscire, quando il sole fa capolino da dietro la collina, per cogliere i pizzi gelati che ornano steli ormai secchi di fiori, diventa irresistibile.

Paesaggio effimero e fiabesco del quale ho tentato, invano, di fermare alcune immagini.

Fioriture

Negli ultimi mesi cerco di non stupirmi più delle stranezze fuori stagione. Olmi, noccioli, narcisi in fiore a fine gennaio; mandorli, peschi, mirabolani, albicocchi che iniziano a fiorire a metà febbraio insieme a vinche, viole e anemoni.

Oggi però non ce l’ho fatta a non stupirmi di questi iris splendidamente in fiore, che si godevano gli sprazzi di sole del mattino. Quando li ho visti non ho potuto evitare di scendere dalla macchina e dopo averli ammirati, fotografarli.  

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Gemme

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Lo so, siamo in gennaio, negli Stati Uniti si stanno ibernando con una perturbazione artica eccezionale e probabilmente nelle prossime settimane anche qui arriverà la neve. Come giustamente ricorda il calendario siamo in gennaio, in pieno inverno, che peraltro è iniziato da poco,  il 21 dicembre. Eppure…

Stamattina quando nel buio del primo mattino sono uscita a sentire il tempo c’era aria di scirocco, tiepida per essere le cinque del mattino. Più tardi, al rientro dalla passeggiata con i cani, non ho resistito e sono andata a guardare i mirabolani che si affacciano alla finestra di casa. Le loro gemme…, lo so, siamo sempre in pieno inverno, eppure…

A soffermarsi a guardare le gemme dei mirabolani si vede che stanno iniziando a cambiare. E’ così, ogni anno, tutto l’anno. Non ha importanza quello che dice il calendario, a me le stagioni piace coglierle e seguirle osservando quello che mi circonda. E così, in pieno inverno, giorno dopo giorno mi piace osservare come minimi cambiamenti accompagnano il trascorrere del tempo verso la primavera.

Girovagando

frassino

Ci sono dei giorni in cui mi piace girovagare lungo la valle per godere dei paesaggi in continuo cambiamento che offre. E’ una valle in parte coltivata a frutteti (viti, albicocchi, peschi, ciliegi) e in parte, nella zona che si addentra nell’Appennino, a castagneti. La primavera e l’autunno sono le stagioni in cui il paesaggio esplode di colori che sottolineano il mutare delle stagioni. Alle parti coltivate spesso si alternano formazioni a calanchi che incidono i versanti creando dei contrasti molto particolari.

La vegetazione arborea spontanea è costituita principalmente da roverelle (Quercus pubescens), ornielli (Fraxinus ornus), aceri campestri (Acer campestre) e poco altro che riesce a crescere su questa terra argillosa.

Ieri, nel mio girovagare, mi sono ritrovata a costeggiare un versante dal quale era appena spuntato il sole che illuminava con luce radente l’erba secca e qualche piccolo frassino che vi crescevano. La luce e l’effetto ottico particolare che rendeva tutto simile ad un quadro astratto, mi hanno attratto in maniera irresistibile e ho fatto alcuni scatti.

frassino autunno