Uno strano silenzio

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Finite le ultime festività, oggi c’è stato il rientro defintivo al lavoro, dopo alcuni giorni di breve ripresa la scorsa settimana. Adesso per un po’ basta ponti o simili…solo i buoni, vecchi, fine settimana.  Mentre guidavo lungo la strada di casa ha iniziato a calarmi dentro un profondo silenzio quasi a voler bilanciare la frenesia lavorativa. E’ un silenzio denso, quasi immobile, intenso. Il ritmo rallenta e le cose vengono fatte diversamente, senza correre. Piccole cose, semplici, le solite, ma con una qualità diversa. E questo strano e nuovo silenzio, che riconosco ma non comprendo, mi accompagna.

Mare d’autunno

Bellaria

Complice un’imprevista vicinanza al mare, ieri ho avuto modo di pranzare in spiaggia. Ormai i bagni sono chiusi e assomogliano molto ai Luna Park quando si spengono le luci. Malinconici, vuoti, privi di quel pullulare di persone, di caldo, di rumori e frenesia che nel periodo della bella stagione li caratterizza. Per il mio modo di essere, adesso è il periodo ideale per frequentarli, quando quella strana immobilità li pervade e le persone che li frequentano sono poche, silenziose nel loro camminare sulla sabbia umida al confine con il mare. E quei bagni si trasformano in delle piccole oasi in cui ci si può perdere a guardare le miriadi di conchigliette portare dal continuo fluire delle onde, raccogliendo quelle che più ci attirano da portare a casa, oppure rimanere a guardare il nugolo di gabbiani che improvvisamente si materializza quando qualcuno estrae da una borsa un sacchetto di pane. E le piccole increspature d’acqua, lente e cadenzate, che  accarezzano la riva accompagnano dolcemente quel silenzio e quella quiete che tanto mi piace del mare d’autunno.