Vento

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Per gran parte della mia vita ho vissuto in una città di mare, in un luogo dal quale, grazie alla posizione a mezza costa, il mio sguardo poteva spaziare su tutto il golfo. Allora il mare diventava un punto di riferimento. Al mattino svegliandomi lo guardavo e a seconda del colore, delle increspature, dell’odore, capivo come sarebbe stata la giornata.

Ogni vento conferisce all’aria un sentore catteristico, così lo Scirocco carico di umidità accentua l’odore salmastro e a respirarne l’aria è quasi densa. La Bora invece rende l’aria cristallina, limpida, pulita, che chiede di essere inspirata a pieni polmoni. Il Maestrale è spesso foriero di tempeste.

Il mare che sento più affine a me è il mare d’inverno. Spesso mi capitava, soprattutto nelle giornate di Bora, di trovarmi tutta imbacuccata, seduta su uno scoglio a percepire l’essenza di quel mare.

La Bora soffia a raffiche, arriva sul mare dall’alto e quando ne tocca la superficie inizia a scorrere in tutte le direzioni disegnando a pelo d’acqua una rosa che dapprima piccola, si allarga sempre più. Mi piaceva osservare questi brividi che percorrevano la superficie mentre i gabbiani si rincorrevano sfruttando la spinta dei refoli. Quando la Bora è forte, l’acqua sulla superficie viene sollevata in minutissime goccioline che ti inumidiscono il viso spinte dal vento e gli odori del mare e del vento si mescolano in un aroma che, se lasci fare, ti permea completamente.

Quando invece il vento arriva impetuoso da Ovest è segno che si sta preparando una tempesta. L’aria ancora una volta cambia, dapprima brezza poi prende forza e diventa vento sempre più intenso. Molto spesso aumenta all’improvviso a precedere di poco la pioggia battente che arriva con il fronte delle nubi.

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E lì non riesco a resistere. E’ un richiamo viscerale. Cerco un punto con l’orizzonte sgombro che mi permetta di vederla arrivare, di percepirne la forza, di odorarne l’aria, di sentire il vento che imprime la sua spinta sul mio corpo, di sentirmi avvolgere completamente dalla sua indomabilità fino all’esplodere della pioggia che in breve tempo porta tutto ad acquietarsi.

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Il vento cala, le nubi dapprima cupe e dense lentamente si diradano, la pioggia che inizialmente arrivava quasi a ondate, un po’ alla volta scema. E spesso al termine della giornata, quasi a scusarsi per lo scompiglio provocato, si affaccia un tramonto ad infuocare il paesaggio e quel mare che mi porterò sempre dentro.

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