Giochi di luce

Irrimediabilmente, quando il sole illumina i petali dei fiori, i giochi di luce che si creano attraggono la mia attenzione. Mi affascinano la delicatezza e la perfezione dei colori e delle forme.

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Fissare in qualche modo l’immagine allora, diventa quasi una necessità, nella speranza di riuscire a trasmettere ad altri, la stessa emozione generata in me da quello che vedo.

 

Peonia

 

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Un cambio di luce

il fiume tra gli alberi

Ero seduta sul gradino davanti casa a bere una tazza di caffè e a godere del pallido sole che, tra una nuvola e l’altra, stava tentando di comparire. L’assenza di foglie sugli alberi e un’inclinazione della luce inconsueta, rivelava un’ansa del fiume mai notata finora da casa.

Osservando il luccichio dell’acqua mi sono ritrovata a riflettere su come a volte, incontri o fatti inconsueti, ci portino d’un tratto a vedere parti di noi che, seppur conosciute, non sono state fino a quel momento osservate veramente. E’ un po’ come sapere una cosa ma non prenderne completamente coscienza, finchè per un motivo imprevisto, la luce cambia portandola in primo piano. Magari si tratta di un aspetto che razionalmente riconosco e di cui ho anche parlato. Ma è come se per comprendere totalmente, ci debba essere l’unione del razionale e dell’emozionale. E’ necessario creare dentro quello stato di completezza che ci dà la forza di affrontare e sostenere l’elaborazione di quell’aspetto messo d’improvviso in luce. 

cambiamento di luce

Dolce fragranza

alba

E’ ora! Le giornate hanno iniziato ad allungarsi. Poca cosa, uno o due minuti ma saperlo è sufficiente per alleggerire lo scorrere del tempo. Il 21 dicembre è un punto di svolta, si inizia a lasciarsi alle spalle il buio, i giorni cupi, pesanti, tristi e si inizia a guardare alla nuova luce che un po’ per volta arriva verso di noi. Dopo aver acceso, la notte tra il 21 e il 22 dicembre, le candele sulle finestre per accogliere il prossimo ritorno della luce, ho deciso che tutte le volte che arriverà un pensiero triste lo illuminerò con il ricordo di quelle luci per trasformarlo, lasciando alle spalle tutta la pesantezza dei mesi appena trascorsi e andare incontro al nuovo con una rinnovata serenità, facendomi accompagnare soltanto dai ricordi e dalle emozioni più belle.

Ogni stagione ha in sé dei segnali che preannunciano l’arrivo della stagione successiva. E così, anche se l’inverno è appena iniziato, ci sono dei piccoli avvenimenti che mi portano già ad assaporare fragranti sprazzi della prossima stagione. Ogni anno aspetto con trepidazione questo momento, sbirciando mattina e sera le gemme a fiore di un arbusto che passa spesso inosservato salvo attrarre tutta la nostra attenzione grazie all’intenso profumo dei suoi pallidi fiori. Quest’anno, in questa stagione un po’ così, è ancora più improbabile riuscire a notare i fiori dato che le foglie ancora non sono cadute, ma il profumo che pervade l’aria attorno al calicanto non lascia dubbi. I fiori si sono schiusi!

calicanto

Mi inebria quel profumo e quei piccoli fiori che lo emettono. Sono talmente caparbi nel diffonderlo che continuano a farlo anche se vengono ricoperti dalla neve. Lo porterei sempre con me ma mi dispiace tagliare i rami per rinchiuderli in una stanza, lontani dal loro mondo. Molto meglio uscire e annusare l’aria che quegli arbusti che ho piantato attorno a casa riempiono di quella dolce fragranza donandomi un piccolo anticipo di primavera.

calicanto neve

Girovagando

frassino

Ci sono dei giorni in cui mi piace girovagare lungo la valle per godere dei paesaggi in continuo cambiamento che offre. E’ una valle in parte coltivata a frutteti (viti, albicocchi, peschi, ciliegi) e in parte, nella zona che si addentra nell’Appennino, a castagneti. La primavera e l’autunno sono le stagioni in cui il paesaggio esplode di colori che sottolineano il mutare delle stagioni. Alle parti coltivate spesso si alternano formazioni a calanchi che incidono i versanti creando dei contrasti molto particolari.

La vegetazione arborea spontanea è costituita principalmente da roverelle (Quercus pubescens), ornielli (Fraxinus ornus), aceri campestri (Acer campestre) e poco altro che riesce a crescere su questa terra argillosa.

Ieri, nel mio girovagare, mi sono ritrovata a costeggiare un versante dal quale era appena spuntato il sole che illuminava con luce radente l’erba secca e qualche piccolo frassino che vi crescevano. La luce e l’effetto ottico particolare che rendeva tutto simile ad un quadro astratto, mi hanno attratto in maniera irresistibile e ho fatto alcuni scatti.

frassino autunno