Thanatos

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Qualche anno fa, quando per me era diventato impellente rispondere alla domanda “Che senso ha la mia vita”, mi sono imbattuta in una serie di “coincidenze” e poi in alcune esperienze, che mi hanno aiutato e mi stanno aiutando a costruire, nel tempo, la mia risposta personale. Già, perché penso che non possano esistere delle risposte preconfezionate a questa domanda, indipendentemente dal fatto che arrivino dalla religione, dal nostro punto di riferimento spirituale o da qualsiasi altra cosa o persona.

All’epoca avevo chiesto alla mia migliore amica che senso avesse, per lei, essere qui e lei mi aveva dato la sua risposta. L’avevo ascoltata ma non l’avevo compresa, non mi trasmetteva nulla quella risposta, salvo, dopo tre anni e dopo aver seguito il mio percorso, giungere alla sua stessa conclusione.

Lungo questo cammino, le sincronicità mi hanno portato, in alcune occasioni, a leggere dei libri che sono stati spunto di interessanti riflessioni e collegamenti tra eventi, emozioni e sensazioni. Questi libri (in particolare quelli scritti da Raimond Moody e Brian Weiss), hanno a che fare con la morte, l’evento più naturale e l’unica certezza della nostra vita e dalla quale, soprattutto l’uomo occidentale, continuamente rifugge.

Io vivo la morte non come la fine di tutto ma semplicemente come una trasformazione in qualcos’altro, un passaggio in cui molte cose le devi lasciare ma altre le porti con te nelle esperienze successive.

Quando ho comprato la casa in cui abito ora, a parte il restauro di mobili, non avevo idea di come si facesse qualsiasi altro tipo di lavoro di manutenzione. Questo luogo mi ha accompagnata, giorno dopo giorno, nella costruzione dei mobili di casa, nella tinteggiatura con tecniche e colori vari delle pareti, nella sostituzione in emergenza di parte dei tubi di scarico del bagno nella fossa imhof, nel taglio in emergenza con la motosega, sotto una nevicata intensa, del mio albero preferito, caduto per il peso della neve sul porticato e in tanti altri piccoli e grandi lavori. Ogni nuova esperienza mi ha resa più sicura e forte e lasciato un insegnamento che mai nulla e nessuno potrà portarmi via. Neppure se lascerò questa casa per andare in un altro luogo.

Ecco, anche per la morte la vedo un po’ allo stesso modo. Nel corso della mia vita ho vissuto emozioni, sensazioni, ragionamenti, gioie, dolori e ognuno ha lasciato qualcosa che nulla, neppure la morte potrà portarmi via e che mi seguirà come crescita interiore, evoluzione di quella parte di me che, dopo essere nata e vissuta, proseguirà il viaggio in un modo e una forma diversi.

In questi giorni sto leggendo un ebook che secondo me è interessante per stimolare i ragionamenti, aprire delle porte, iniziare a non rimuovere quello che è uno dei momenti clou della nostra vita, ma a vederlo da un altro punto di vista che possa finalmente aiutarci ad accoglierlo.

ebook

Attimi quotidiani II

I lavori in quello che chiamo eufemisticamente “giardino” non restano mai fatti. Soprattutto quando si tratta di erba. Così mi sono decisa a tagliare almeno quella attorno ai fossi di scorrimento dell’acqua, che ormai può essere serenamente definita fieno, per l’altezza raggiunta.

Approfittando dell’ombra delle robinie,  raccolgo l’erba tagliata al mattino che ormai si è seccata, complice la giornata calda.

Ed è mentre rastrello che mi accorgo di essere finita nel territorio di una farfalla. Eh sì, perchè i maschi di numerose specie di farfalle, sono esserini estremamente territoriali. Se invadi il loro territorio, ti attaccano! E con che foga…! Finchè rimango nella sua zona è un continuo volarmi addosso. Si dirige verso di me decisa, con quel tipico volo un po’ caracollante, schivandomi solo all’ultimo, per non schiantarsi sulla mia canottiera.

Mi fermo ad osservarla. Sale un po’, quasi a prendere la rincorsa e poi giù in picchiata verso di me, a “spintonarmi via”. Penso al coraggio di quel piccolo insetto per scagliarsi contro qualcuno, rispetto a lui, così grande. E tutto quel coraggio è dovuto a motivi riproduttivi, per difendere un’area, in questo momento soleggiata, dove è più probabile trovare le femmine.

Con due rastrellate raccolgo l’ultimo po’ d’erba e mi sposto qualche metro più giù. Il suo territorio è salvo. La farfalla si acquieta e torna a posarsi sulla foglia dalla quale si era lanciata pochi minuti prima.

libro Sono malata di libri, ultimamente ebook. Ma ci sono libri che devono essere cartacei,    devono poter essere sfogliati e goduti. Il libro Butterfly watching è uno di quelli.

Butterfly Watching

Come osservare, fotografare, allevare le farfalle

Ed. Calderini Edagricole