Relax

Week end all’insegna del relax, dopo una settimana piuttosto intensa. Ignorerò di proposito le 1000 cose da fare fuori e dentro casa dando la precedenza a quello che avrò voglia di fare più che a quello che c’è da fare. Ci riuscirò? Mah…

Intanto stamattina passeggiata tranquilla assaporando colori, profumi, luci, chiaroscuri….

I giochi di luci e ombre del sole sulle increspature dell’acqua del fiume…..

2

L’inizio della campagna scavi 2014….

3

La profusione di fiori negli arbusti che crescono lungo il sentiero…Il profumo di nettare emanato da questo cespuglio di Prunus selvatico era dolcissimo. Mi dispiace di non poter postare anche quello…

4

La fioritura di anemoni smossi dal vento lungo la strada di casa….

1

La fioritura dei prugni. Da lontano il manto bianco che ricopriva una parte della collina mi ha attratta e sono andata a curiosare nel campo. Anche qui un gran profumo di nettare ma molto diverso da quello del cugino spontaneo. Questo nettare è più delicato, quasi smorzato, ma alle api piace comunque. Oltre al suono del vento si sentiva come sottofondo costante, il ronzio delle api che a decine di centinaia stavano bottinando sui fiori. Il bianco dei fiori si confondeva con le nubi altrettanto bianche oppure si stagliava netto contro l’azzurro del cielo.

IMG_0652

IMG_0674

IMG_0683

Mentre visti dall’alto, i fiori dei prugni si confondevano con il bianco delle margheritine che tappezzavano i prati.

IMG_0687

Api

Una piccola ape che si nutre con una goccia di miele

Una piccola ape che si nutre con una goccia di miele

Nel 2012, mi sono ritrovata a leggere un articolo in cui si diceva che gli agricoltori della provincia cinese del Sichuan sono stati costretti a impollinare “manualmente” i fiori degli alberi di mele, a causa della grave moria di api registrata nella regione.

In questi giorni stanno iniziando a fiorire i primi alberi da frutto e già da qualche settimana si vedono in giro le api. Non è certo il mese adatto a questo volar d’insetti e domenica, portando gli avanzi di cucina nel compost, mi sono accorta che molte api, invece di essere sui fiori a suggere nettare erano accalcate su degli avanzi di torta che avevo buttato. Mi hanno fatto una gran pena. D’estate quando fa molto caldo uso mettere a disposizione una ciotola con acqua in modo che le api abbiano da bere e la ciotola è sempre molto frequentata. Non potevo certo lasciarle in febbraio senza un aiuto. Così ho preso un piccolo barattolo di marmellata fatta l’anno scorso e l’ho versato sopra il compost. Dopo mezz’ora sono tornata a controllare e c’erano decine di api che si rimpinzavano sulla marmellata. Da oggi una ciotola di acqua e zucchero non mancherà per aiutare le api a passare questa ultima parte d’inverno finchè le fioriture non saranno sufficienti al loro sostentamento.

Vento

tempesta2

Per gran parte della mia vita ho vissuto in una città di mare, in un luogo dal quale, grazie alla posizione a mezza costa, il mio sguardo poteva spaziare su tutto il golfo. Allora il mare diventava un punto di riferimento. Al mattino svegliandomi lo guardavo e a seconda del colore, delle increspature, dell’odore, capivo come sarebbe stata la giornata.

Ogni vento conferisce all’aria un sentore catteristico, così lo Scirocco carico di umidità accentua l’odore salmastro e a respirarne l’aria è quasi densa. La Bora invece rende l’aria cristallina, limpida, pulita, che chiede di essere inspirata a pieni polmoni. Il Maestrale è spesso foriero di tempeste.

Il mare che sento più affine a me è il mare d’inverno. Spesso mi capitava, soprattutto nelle giornate di Bora, di trovarmi tutta imbacuccata, seduta su uno scoglio a percepire l’essenza di quel mare.

La Bora soffia a raffiche, arriva sul mare dall’alto e quando ne tocca la superficie inizia a scorrere in tutte le direzioni disegnando a pelo d’acqua una rosa che dapprima piccola, si allarga sempre più. Mi piaceva osservare questi brividi che percorrevano la superficie mentre i gabbiani si rincorrevano sfruttando la spinta dei refoli. Quando la Bora è forte, l’acqua sulla superficie viene sollevata in minutissime goccioline che ti inumidiscono il viso spinte dal vento e gli odori del mare e del vento si mescolano in un aroma che, se lasci fare, ti permea completamente.

Quando invece il vento arriva impetuoso da Ovest è segno che si sta preparando una tempesta. L’aria ancora una volta cambia, dapprima brezza poi prende forza e diventa vento sempre più intenso. Molto spesso aumenta all’improvviso a precedere di poco la pioggia battente che arriva con il fronte delle nubi.

tempesta1

E lì non riesco a resistere. E’ un richiamo viscerale. Cerco un punto con l’orizzonte sgombro che mi permetta di vederla arrivare, di percepirne la forza, di odorarne l’aria, di sentire il vento che imprime la sua spinta sul mio corpo, di sentirmi avvolgere completamente dalla sua indomabilità fino all’esplodere della pioggia che in breve tempo porta tutto ad acquietarsi.

tempesta

Il vento cala, le nubi dapprima cupe e dense lentamente si diradano, la pioggia che inizialmente arrivava quasi a ondate, un po’ alla volta scema. E spesso al termine della giornata, quasi a scusarsi per lo scompiglio provocato, si affaccia un tramonto ad infuocare il paesaggio e quel mare che mi porterò sempre dentro.

tramonto tempesta