Riflessi

Breve intervallo natalizio a Trieste.

Quando ritorno a casa, mi piace girovagare in città senza una meta in particolare, solo per il gusto di passeggiare e vedere com’è cambiata. Oppure fotografare i tanti dettagli che attirano la mia attenzione.

In genere nel periodo natalizio il centro città addobbato con le lucine, si abbellisce.

Quest’anno mi sono goduta il Canal Grande (già anche Trieste ha il suo Canal Grande) con l’acqua immobile a fare da specchio ai palazzi e locali che lo delimitano.

Camminare tra la folla tesa negli ultimi acquisti, mentre si percepisce dentro di sè un calmo distacco da quella frenesia, permette di godere delle piccole cose che ci si presentano.

Così arrivare davanti alla chiesa Serbo-Ortdossa (che è una delle mie preferite), ed entrare semplicemente per sentirne i profumi di incenso e delle sottili candele fatte ancora di cera d’api, viene da sè. Ne osservo le icone, i chiaroscuri, le cupole e la pianta a croce greca che la contraddistingue, sentendomi avvolgere da tutto questo. Uscendo, non prima di aver acceso una candela, incontro un’amica che non vedo e sento da anni e ci sediamo in un bar a chiacchierare, entrambe felici del nostro incontro ed è una piccola felicità che mi porto ancora dentro.

E poi ritorno lentamente alla macchina, passando da Piazza Unità e percependo il profumo di quella parte della città che sa di mare e di cui conserverò gelosamente la sensazione, fino alla prossima visita.

Piazza Unità

Il tempo passato a Trieste è stato brevissimo. Alcuni giorni intensi, in cui ho cercato di mediare tra i bisogni di mamma e zie di stare insieme e i ritagli di tempo in cui dedicare alcuni spazi a me.

Quello a cui non riesco a rinunciare ogni volta che ritorno a Trieste è una visita serale a Piazza Unità. E’ la piazza principale della città. Su tre dei suoi lati si affacciano palazzi in pietra chiara, illuminati in modo suggestivo. Il quarto lato dà sul mare, permettendo, nei giorni di cielo limpido e terso, di ammirare le montagne delle Alpi Carniche.

Nel periodo natalizio le luminarie delle festività rendono, a volte, quest’ampia piazza ancora più suggestiva. Dopo una certa ora il flusso di persone cala e allora fermarsi al centro e darsi il tempo di osservare tutto il bello che ci attornia è come farsi un regalo.

Nell’angolo vicino al palazzo del Municipio viene allestito l’albero di Natale con le luci e il presepe. A fargli da sfondo Palazzo Stratti, dal quale la statua che simboleggia la città di Trieste e la civetta che rappresenta la ragione e le tenebre, dominano incontrastate.

Davanti al municipio c’è la fontana dei quattro Continenti. Quattro e non cinque in quanto costruita a metà del 1700 quando l’Oceania non era ancora stata scoperta e considerata un continente dagli europei. Quattro statue, a rappresentare Asia, Africa, America ed Europa e più in alto, una figura alata a simbolo della città.

Dal lato opposto al Palazzo Stratti c’è il Palazzo del Lloyd, in stile rinascimentale, costruito nella seconda metà del 1800. All’epoca era il Palazzo del Lloyd Austriaco di Navigazione. Ai due lati della facciata ci sono due nicchie nelle quali troviamo raffigurate le statue di Teti, custode dell’acqua dolce e Venere dell’acqua salata. Ormai sono soltanto statue ma in passato erano due fontane da cui sgorgavano rispettivamente acqua dolce e acqua salata che veniva recuperata con un sistema di pompaggio dal mare.

Prima di rientrare a casa ho rimirato ancora un po’ la piazza dalla cima del molo Audace e i ricordi sono andati al Natale di qualche anno fa in cui l’illuminazione e l’allestimento erano diversi e nell’aria si diffondevano le musiche dei valzer di Strauss. Ed è con le immagini di quell’atmosfera magica che voglio concludere questo post.