Ciclicità

Mi capita di osservare come ogni cosa che ci riguarda abbia un “tempo di vita”. Gli amori, le amicizie, il lavoro, gli oggetti di cui ci circondiamo. Ogni persona, emozione, situazione, oggetto, sono soggetti ad una ciclicità contraddistinta da un inizio, uno “svolgimento” e una conclusione. Alcune possono durare tutta la nostra vita, altre ci accompagnano per un tratto. La difficoltà, in genere è accorgersi quando è arrivata la naturale conclusione e scegliere di lasciar andare.

Per questo blog, sento che è arrivato il tempo di lasciar andare. Mi ha accompagnato per alcuni anni, mi ha permesso di conoscere delle belle persone, di stringere amicizie sincere, di condividere emozioni, parole, pensieri.

Ringrazio di cuore tutti voi che avete avuto la pazienza di leggere e di scrivere in questo angolino di rete, arricchendomi con i vostri pensieri.

A tutti auguro un buon proseguimento di Vita. ❤

 
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Primavera

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Da alcuni giorni le cince che affollano il davanzale della finestra, dove quotidianamente metto i semi per loro, hanno cambiato canto. Dal timido “tsiip”, sono passate al richiamo allegro e cristallino che svela la loro presenza in primavera ed estate. Ogni anno mi lascio sorprendere da questo cambio repentino, anzi a dire il vero, da metà gennaio inizio ad attendere il giorno in cui il loro verseggiare allegro inizia a riempire l’aria.

La neve è arrivata una settimana fa portando con sè danni e disagi. Ne rimagono ancora abbondanti tracce lungo le strade e i sentieri.

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Insieme alla neve però, iniziano ad esserci anche i segnali della natura che sta lentamente iniziando a risvegliarsi. I noccioli stanno fiorendo già da un paio di settimane. Prima hanno iniziato quelli posizionati in luoghi protetti dai venti, poi un po’ alla volta, tutti gli altri.

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I fiori maschili riempiono i rami e ogni colpo di vento libera nell’aria nuvolette di polline giallo. Mi fermo ad osservarli lungo il sentiero che percorro durante la passeggiata. Nel primo nocciolo che incontro gli amenti maschili (termine botanico che indica questo tipo di fiori) sono in piena fioritura. Nel nocciolo successivo invece, gli amenti maschili sono ancora chiusi ma quelli femminili sono ben evidenti a chi sa cosa cercare. Sottili filamenti rossi che spuntano da alcune gemme risaltano controluce. Da quelle apparenti gemme, nel corso dell’estate, si formeranno le nocciole.

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La passeggiata è ormai al termine e devo affrettarmi per andare al lavoro, ma mi rimane la bella sensazione dei segnali che raccontano la primavera prossima ad arrivare….

Inverno

Questa notte, a cavallo tra domenica e lunedì, sarà il Solstizio d’Inverno, il momento in cui la giornata è, in quanto a ore di luce, la più corta dell’anno. Da domani, pian piano, minuto dopo minuto, le giornate inizieranno ad allungarsi.

Sento questi momenti di passaggio da una stagione all’altra come qualcosa di importante. Un sentire e seguire il ritmo della Terra e della Natura che mi circonda e che riconosco anche nei miei ritmi quotidiani. D’ora in poi, un po’ alla volta, inizieranno a manifestarsi i segnali dell’inverno che, complice questo clima balzano forse arriverà. Contemporaneamente, timidamente, anche la primavera accennerà ogni tanto a qualche anticipo del suo futuro arrivo. Piccoli tocchi che ogni anno attendo e che mi piace leggere, sentire, annusare mentre guardo il paesaggio o cammino nei prati e nei boschi.

Amo l’avvicendarsi delle stagioni, ognuna con le sue caratteristiche, sfumature e diversità da un anno all’altro. Questo mutamento continuo che cerca di ricordarci che tutto cambia, sempre.

Di foglie e profumi…

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Giornata bigia, nebbiosa, tipicamente autunnale, se non fosse per i 15°C che poco fanno pensare al mese di dicembre ormai alle porte. Da alcuni alberi le foglie stentano a lasciarsi cadere e in alcuni casi stanno ancora decidendo se ingiallire o meno…

C’è un modo di dire da queste parti…se le foglie, cadendo dall’albero fanno il cappotto (si accumulano tutte alla base dell’albero, sotto la chioma) allora l’inverno sarà freddo.

Quest’anno, complice l’assenza di vento, ci sono dei gran cappotti attorno ai tronchi. Fra un po’ arriverà l’inverno, almeno astronomicamente parlando e vedremo cosa succederà….

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Ogni stagione ha le sue caratteristiche ma anche i suoi segnali che anticipano la stagione successiva. Camminando lungo i sentieri, mi piace osservare i rami in parte spogli dei noccioli sui quali sono già sviluppati gli amenti (i “fiori” maschili) che nel mese di febbraio, al primo colpo di vento, rilasceranno nuvole di polline. Sono piante che utilizzano il vento per l’impollinazione e quindi fioriscono prima dell’emissione delle foglie, in modo che il polline non trovi ostacoli alla sua diffusione.

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Durante le passeggiate, mi accompagna un silenzio caratteristico di questa stagione. La gente tende a stare al chiuso e la nebbia attutisce i rumori rendendo tutto un po’ ovattato. Cambiano gli odori e alcuni, che d’estate si confondono, in autunno e inverno si lasciano percepire con più facilità.

E’ il caso di un profumo che ho impiegato parecchio tempo a capire da dove arrivasse. Mi capitava di sentirlo all’improvviso, in punti precisi ma non sempre presente, in periodi in cui nulla era all’apparenza in fiore.

Poi un giorno, passando vicino ad un albero abbattuto dal vento, ho capito. E’ il profumo del pioppo, un odore caratteristico, dolce, che adesso so riconoscere e che mi sembra quasi un saluto, quando passando davanti ad alcuni pioppi lungo il fiume, lo sento avvolgermi.

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Guardando in su, verso i rami del pioppo, vedo che ci sono ancora foglie che devono staccarsi ma, come tutti gli alberi, hanno già pronte le gemme al cui interno sono racchiusi gli abozzi di foglie e fiori e che la prossima primavera si apriranno ridonando ai versanti, le infinite sfumature di verde e i colori che accompagnano i fiori.

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Domande

In questo luogo un po’ sperso dove ho scelto di abitare, oltre a pochi intimi muniti di coordinate, sono riusciti ad arrivarci un po’ per caso, i Testimoni di Geova e due venditori di Folletto.

Ieri pomeriggio mentre ero intenta ad impastare il pandolce per il mattino, mi sono ritrovata davanti alla porta di casa, la ragazza che, insieme alla sua amica, mi aveva portato il nuovo libretto di Geova. I modi gentili e l’entusiasmo di chi cerca il modo di trasmetterti qualcosa in cui crede e che ritiene veramente importante,  mi porta a dedicarle volentieri un po’ di tempo quando passa da qui.

La ascolto, la osservo e mentre lei cerca di esprimere quello che sente e che la coinvolge, mi trovo a riflettere sulla sensazione che si sta facendo spazio dentro di me.

Credo che ognuno di noi, prima o poi si trovi a ragionare sui motivi della vita e della morte, sul senso delle cose, sulla continuità o sull’esistenza di qualcosa dopo.

Qualche anno fa, per me era diventata una cosa fondamentale trovare delle risposte e delle motivazioni che potessero avere un senso. Non poteva essere un atto di fede per qualcosa che mi veniva detto da altri e che io non sentivo come parte di me, che non sentivo come qualcosa che mi risuonasse dentro. E anche in quel caso, un po’ come per i miei mobili, ho iniziato a pensarci e a pormi la domanda.

Credo che qualsiasi cosa ci accada, a scavare in profondità, si riesca a trovare l’istante in cui ha avuto inizio. Per me di solito è un pensiero, quasi un’ombra inosservata ma che lascia una piccola impronta, un’impressione. E poi un po’ per volta quest’impronta diventa più chiara e profonda, man mano che il pensiero si definisce uscendo da quell’ombra. E può essere una cosa automatica che alimentiamo quotidianamente senza quasi rendercene conto, oppure una cosa creata coscientemente per cercare di andare in una direzione precisa.

Qualche anno fa avevo bisogno di quella risposta e così ho iniziato a pormi la domanda. Sarà forse un caso, ma quando inizio a pormi una domanda, arrivano libri, incontri, emozioni, imprevisti che un po’ alla volta, con il giusto tempo, costruiscono la risposta. E’ come giocare con i Lego, mattoncino  dopo mattoncino si forma la casa.

E mentre osservavo la ragazza che mi raccontava degli articoli del libretto, pensavo al percorso che quella domanda mi aveva portato a seguire e alle risposte che mi aveva permesso di incontrare e costruire.

 

Luce d’autunno

I colori di foglie e bacche già da un po’ annunciavano l’insinuarsi dell’autunno in questa insolita estate.

La luce radente che esaltava i toni caldi delle erbe selvatiche e che mi ha accolta l’altra mattina, mi ha tolto ogni dubbio. L’autunno ha ormai fatto capolino nel paesaggio in cui abito.