Attimi quotidiani XIX – nebbia

Ci sono momenti in cui immergermi nella nebbia mi piace. Quando poco sopra la coltre di nubi c’è un cielo quasi sereno e la luce intensa del sole, ritrovarmi avvolta dalla nebbia mi permette di osservare, in modo diverso, quello che vedo tutti i giorni.

La nebbia cela ed allo stesso tempo evidenzia. Cela gli sfondi, gli orizzonti ma, insinuandosi tra gli alberi, ne evidenzia la struttura, le forme, creando una successione di piani sui quali i rami si dispiegano.

Piante che il giorno prima si confondevano con il resto della vegetazione risaltano, come delicati disegni a china.

Finchè il sole non inizia a filtrare, esaltando con i suoi raggi le gocce d’acqua che si erano condensate in precedenza sulla vegetazione o sui sottili fili delle tele dei ragni.

Riflessi

Breve intervallo natalizio a Trieste.

Quando ritorno a casa, mi piace girovagare in città senza una meta in particolare, solo per il gusto di passeggiare e vedere com’è cambiata. Oppure fotografare i tanti dettagli che attirano la mia attenzione.

In genere nel periodo natalizio il centro città addobbato con le lucine, si abbellisce.

Quest’anno mi sono goduta il Canal Grande (già anche Trieste ha il suo Canal Grande) con l’acqua immobile a fare da specchio ai palazzi e locali che lo delimitano.

Camminare tra la folla tesa negli ultimi acquisti, mentre si percepisce dentro di sè un calmo distacco da quella frenesia, permette di godere delle piccole cose che ci si presentano.

Così arrivare davanti alla chiesa Serbo-Ortdossa (che è una delle mie preferite), ed entrare semplicemente per sentirne i profumi di incenso e delle sottili candele fatte ancora di cera d’api, viene da sè. Ne osservo le icone, i chiaroscuri, le cupole e la pianta a croce greca che la contraddistingue, sentendomi avvolgere da tutto questo. Uscendo, non prima di aver acceso una candela, incontro un’amica che non vedo e sento da anni e ci sediamo in un bar a chiacchierare, entrambe felici del nostro incontro ed è una piccola felicità che mi porto ancora dentro.

E poi ritorno lentamente alla macchina, passando da Piazza Unità e percependo il profumo di quella parte della città che sa di mare e di cui conserverò gelosamente la sensazione, fino alla prossima visita.

Attimi quotidiani XV – Fusaggine

Le piante che prediligo sono quelle decidue ed autoctone, che riescono a darmi il senso del trascorrere delle stagioni. E averle studiate, anche se in tempi ormai remoti, mi aiuta ad osservare la natura che mi circonda, in modo più dettagliato.

Il mio luogo ideale è il sottobosco dove erbe, arbusti e alberi si incontrano a formare delle composizioni che spesso, mi piacerebbe ricreare in un mio ipotetico giardino. All’interno del sottobosco, attraverso i rami degli alberi più alti, filtrano i raggi del sole e creano, in ogni stagione, giochi di luci e colori caratteristici. Così, di volta in volta a seconda dell’incidenza dei raggi, vengono messi in evidenza alcuni aspetti tipici di quel periodo dell’anno.

Stamattina la protagonista è stata la Fusaggine o Evonimo (Euonymus europaeus L.). Per la forma caratteristica del frutto, questo arbusto è conosciuto anche come “Cappel di prete” e sono stati proprio i frutti di questa pianta ad attirare la mia attenzione durante la passeggiata.

L’abbinamento del rosa intenso e dell’arancio, in questa stagione è abbastanza insolito e seppur i frutti siano piccoli, in mezzo ai colori smorzati del tardo autunno, risaltano ugualmente. Se poi un raggio di sole li evidenzia illuminandoli nell’intrico dei rami ormai spogli, il gioco è fatto!

Attimi quotidiani XIII – Allineamenti

Questo mese, al mattino prima dell’alba, alti nel cielo sono allineati 3 pianeti del nostro sistema solare: Venere, il più grande e luminoso, Giove e Marte (il più piccolo con una dominante rossa nella luce). Durante le passeggiate mi accompagnano fino al rientro a casa, quando il Sole, finalmente sorge, illuminando il cielo.

Buon fine settimana a tutti.

Attimi quotidiani XII – Scorci d’autunno

Ci sono giornate in cui si sente il bisogno di lasciar svaporate tutti i pensieri che si accatastano in testa, originando quel fitto brusio inutile. Un brusio che ti allontana dalla percezione di te, del tuo corpo, di quello che senti veramente sostituendolo con emozioni generate dai pensieri che fluiscono senza sosta. In questi frangenti ho bisogno di immergermi nella Natura, di sentirmi parte di essa portando attenzione a quello che mi circonda, ai colori, alle forme, ai suoni, agli odori; ma anche alla sensazione dell’aria sulla pelle, al respiro e alle tensioni del corpo che lentamente si sciolgono.

Ieri pomeriggio era una di quelle giornate. Così rientrando a casa dal lavoro sono andata a fare una lunga passeggiata con i cani, ad ammirare qualche scorcio di autunno finalmente illuminato da un tiepido sole, dopo le piogge dei giorni passati.

L’autunno è rappresentato, per me, dalle bacche di vari arbusti che in questo periodo si tingono di rosso, arancio, giallo, creando macchie di colore che permangono diversi mesi.

Le foglie stanno iniziando ad assumere le tinte autunnali e trasformano le colline in tavolozze multicolori dai toni caldi.

E anche i tramonti ritornano ad essere intensi nei toni e nelle sfumature, con le nubi che diventano lo sfondo per gli ultimi raggi di sole.

Attimi quotidiani X – Diversamente autunno…

In linea con il resto dell’anno, anche l’autunno alterna giornate di fine estate a giornate di autunno profondo. Stamattina, guardando dalla finestra si vedeva soltanto una fitta nebbia.

In collina però, la nebbia ha vita breve e con i primi raggi di sole è scesa verso la pianura, regalando panorami e giochi di luci e nubi che con il loro fascino hanno fatto dimenticare le dispettose alternanze del clima.