Punti di vista

Camminare nello stesso luogo durante la passeggiata mattutina, così come ripetere le stesse cose nella quotidianità, crea delle abitudini. Le abitudini innescano degli automatismi che ci portano a dare molte cose per scontate e quindi tendiamo a non osservarle più per come sono, ma diamo appunto per scontato, che siano come l’immagine che ci siamo fatti di loro. A grandi linee questo può essere esteso a molto del nostro quotidiano. E’ una normale funzionalità del nostro cervello che ci permette di progredire senza dover sempre rivedere ogni cosa.

Stamattina durante la passeggiata mi sono soffermata ad osservare le fioriture di un acero (Acer negundo). E’ un albero originario della parte orientale del Nord America, introdotto in Europa alla fine del 1600 nei parchi e ormai inselvatichito. E’ una pianta dioica: i fiori maschili e femminili si trovano su due piante distinte.

I fiori maschili, con gli stami portati da lunghi filamenti, quando sono illuminati dal sole, creano dei bei giochi di luce. E anche stamattina mi sono soffermata a fotografarli dalla prospettiva di sempre.

Mentre fotografavo ho sentito la necessità di cambiare punto di vista, di non dare per scontato il consueto gioco di luci e anche il risultato è cambiato.

Attimi quotidiani XVI – un raggio di sole

Le tende della mia camera da letto sono dei vecchi asciugamani di lino grezzo, ricamati a mano. Erano di una cara amica di famiglia che, quand’ero piccola, veniva da Rapallo a farci visita durante il periodo estivo. Sono talmente belli e i ricami e i pizzi, lungo i lati più corti, talmente delicati, che nessuno li ha mai usati per asciugarsi le mani. Così per anni sono rimasti chiusi nell’armadio.

Quando mi sono trasferita in questa casa e ho iniziato a dare una forma all’arredamento, per me è stato naturale recuperare quegli asciugamani e farne le tende per la mia stanza. Sono semplicemente perfetti. Il sole, illuminandoli, ne esalta la robusta trama e i delicati pizzi e le orchidee sul comodino, sembrano ancora più preziose con quel tessuto e i ricordi, a far loro da sfondo.

 

Attimi quotidiani XV – Fusaggine

Le piante che prediligo sono quelle decidue ed autoctone, che riescono a darmi il senso del trascorrere delle stagioni. E averle studiate, anche se in tempi ormai remoti, mi aiuta ad osservare la natura che mi circonda, in modo più dettagliato.

Il mio luogo ideale è il sottobosco dove erbe, arbusti e alberi si incontrano a formare delle composizioni che spesso, mi piacerebbe ricreare in un mio ipotetico giardino. All’interno del sottobosco, attraverso i rami degli alberi più alti, filtrano i raggi del sole e creano, in ogni stagione, giochi di luci e colori caratteristici. Così, di volta in volta a seconda dell’incidenza dei raggi, vengono messi in evidenza alcuni aspetti tipici di quel periodo dell’anno.

Stamattina la protagonista è stata la Fusaggine o Evonimo (Euonymus europaeus L.). Per la forma caratteristica del frutto, questo arbusto è conosciuto anche come “Cappel di prete” e sono stati proprio i frutti di questa pianta ad attirare la mia attenzione durante la passeggiata.

L’abbinamento del rosa intenso e dell’arancio, in questa stagione è abbastanza insolito e seppur i frutti siano piccoli, in mezzo ai colori smorzati del tardo autunno, risaltano ugualmente. Se poi un raggio di sole li evidenzia illuminandoli nell’intrico dei rami ormai spogli, il gioco è fatto!

Attimi quotidiani XIII – Allineamenti

Questo mese, al mattino prima dell’alba, alti nel cielo sono allineati 3 pianeti del nostro sistema solare: Venere, il più grande e luminoso, Giove e Marte (il più piccolo con una dominante rossa nella luce). Durante le passeggiate mi accompagnano fino al rientro a casa, quando il Sole, finalmente sorge, illuminando il cielo.

Buon fine settimana a tutti.