Punti di vista

Camminare nello stesso luogo durante la passeggiata mattutina, così come ripetere le stesse cose nella quotidianità, crea delle abitudini. Le abitudini innescano degli automatismi che ci portano a dare molte cose per scontate e quindi tendiamo a non osservarle più per come sono, ma diamo appunto per scontato, che siano come l’immagine che ci siamo fatti di loro. A grandi linee questo può essere esteso a molto del nostro quotidiano. E’ una normale funzionalità del nostro cervello che ci permette di progredire senza dover sempre rivedere ogni cosa.

Stamattina durante la passeggiata mi sono soffermata ad osservare le fioriture di un acero (Acer negundo). E’ un albero originario della parte orientale del Nord America, introdotto in Europa alla fine del 1600 nei parchi e ormai inselvatichito. E’ una pianta dioica: i fiori maschili e femminili si trovano su due piante distinte.

I fiori maschili, con gli stami portati da lunghi filamenti, quando sono illuminati dal sole, creano dei bei giochi di luce. E anche stamattina mi sono soffermata a fotografarli dalla prospettiva di sempre.

Mentre fotografavo ho sentito la necessità di cambiare punto di vista, di non dare per scontato il consueto gioco di luci e anche il risultato è cambiato.

Brina

L’Autunno, che il 22 dicembre, con il Solstizio, cederà il passo all’Inverno, sta regalando alcune mattinate con la  brina. 

Uscire, quando il sole fa capolino da dietro la collina, per cogliere i pizzi gelati che ornano steli ormai secchi di fiori, diventa irresistibile.

Paesaggio effimero e fiabesco del quale ho tentato, invano, di fermare alcune immagini.

Attimi quotidiani XVI – un raggio di sole

Le tende della mia camera da letto sono dei vecchi asciugamani di lino grezzo, ricamati a mano. Erano di una cara amica di famiglia che, quand’ero piccola, veniva da Rapallo a farci visita durante il periodo estivo. Sono talmente belli e i ricami e i pizzi, lungo i lati più corti, talmente delicati, che nessuno li ha mai usati per asciugarsi le mani. Così per anni sono rimasti chiusi nell’armadio.

Quando mi sono trasferita in questa casa e ho iniziato a dare una forma all’arredamento, per me è stato naturale recuperare quegli asciugamani e farne le tende per la mia stanza. Sono semplicemente perfetti. Il sole, illuminandoli, ne esalta la robusta trama e i delicati pizzi e le orchidee sul comodino, sembrano ancora più preziose con quel tessuto e i ricordi, a far loro da sfondo.