Punti di vista

Camminare nello stesso luogo durante la passeggiata mattutina, così come ripetere le stesse cose nella quotidianità, crea delle abitudini. Le abitudini innescano degli automatismi che ci portano a dare molte cose per scontate e quindi tendiamo a non osservarle più per come sono, ma diamo appunto per scontato, che siano come l’immagine che ci siamo fatti di loro. A grandi linee questo può essere esteso a molto del nostro quotidiano. E’ una normale funzionalità del nostro cervello che ci permette di progredire senza dover sempre rivedere ogni cosa.

Stamattina durante la passeggiata mi sono soffermata ad osservare le fioriture di un acero (Acer negundo). E’ un albero originario della parte orientale del Nord America, introdotto in Europa alla fine del 1600 nei parchi e ormai inselvatichito. E’ una pianta dioica: i fiori maschili e femminili si trovano su due piante distinte.

I fiori maschili, con gli stami portati da lunghi filamenti, quando sono illuminati dal sole, creano dei bei giochi di luce. E anche stamattina mi sono soffermata a fotografarli dalla prospettiva di sempre.

Mentre fotografavo ho sentito la necessità di cambiare punto di vista, di non dare per scontato il consueto gioco di luci e anche il risultato è cambiato.