Riflessi

Breve intervallo natalizio a Trieste.

Quando ritorno a casa, mi piace girovagare in città senza una meta in particolare, solo per il gusto di passeggiare e vedere com’è cambiata. Oppure fotografare i tanti dettagli che attirano la mia attenzione.

In genere nel periodo natalizio il centro città addobbato con le lucine, si abbellisce.

Quest’anno mi sono goduta il Canal Grande (già anche Trieste ha il suo Canal Grande) con l’acqua immobile a fare da specchio ai palazzi e locali che lo delimitano.

Camminare tra la folla tesa negli ultimi acquisti, mentre si percepisce dentro di sè un calmo distacco da quella frenesia, permette di godere delle piccole cose che ci si presentano.

Così arrivare davanti alla chiesa Serbo-Ortdossa (che è una delle mie preferite), ed entrare semplicemente per sentirne i profumi di incenso e delle sottili candele fatte ancora di cera d’api, viene da sè. Ne osservo le icone, i chiaroscuri, le cupole e la pianta a croce greca che la contraddistingue, sentendomi avvolgere da tutto questo. Uscendo, non prima di aver acceso una candela, incontro un’amica che non vedo e sento da anni e ci sediamo in un bar a chiacchierare, entrambe felici del nostro incontro ed è una piccola felicità che mi porto ancora dentro.

E poi ritorno lentamente alla macchina, passando da Piazza Unità e percependo il profumo di quella parte della città che sa di mare e di cui conserverò gelosamente la sensazione, fino alla prossima visita.

Attimi quotidiani XVIII: Sole

E’ da una settimana che il tempo propone NEBBIA in tutte le sue possibili sfumature. Solo di notte sembra calare un po’ e lascia intravvedere la luna e le stelle. Stamattina la nebbia dev’essersi scordata di risalire per tempo, permettendo ad un raggio di sole di illuminare la collina. A volte basta davvero poco per provare felicità.

Ragni pavone

Non ho resistito. Ci sono dei piccoli ragni saltatori australiani del genere Maratus (circa 5 mm le loro dimensioni) che hanno un rituale di corteggiamento decisamente insolito. Un acarologo, Jurgen Otto, è riuscito a filmarne diverse specie, ognuna con un rituale diverso e con i maschi che sfoggiano livree multicolori. A seguire uno dei video disponibili su you tube montato con adeguata colonna sonora.  🙂

Brina

L’Autunno, che il 22 dicembre, con il Solstizio, cederà il passo all’Inverno, sta regalando alcune mattinate con la  brina. 

Uscire, quando il sole fa capolino da dietro la collina, per cogliere i pizzi gelati che ornano steli ormai secchi di fiori, diventa irresistibile.

Paesaggio effimero e fiabesco del quale ho tentato, invano, di fermare alcune immagini.

Attimi quotidiani XVII – Silhouettes

Il momento della giornata in cui preferisco uscire è al mattino, quando il cielo dietro il profilo della collina inizia a tingersi lievemente del rosso dell’alba. In quella penombra, cammino lungo il sentiero che costeggia un boschetto di alti pioppi ormai spogli. Il silenzio della notte è interrotto soltanto dai richiami degli allocchi. Tra i rami fanno capolino, nel cielo terso, la sottile falce della luna calante e Venere.

Nel sottobosco, cespugli ed esili fusti rampicanti si mescolano tra loro. La luce, ancora pallida, inizia a rischiarare il paesaggio ed evidenzia le silhouettes scure dei rovi in controluce. I pettirossi sono i primi a farsi sentire con il loro ticchettio sommesso, seguiti di lì a poco, dai merli con il loro canto decisamente più ingombrante.

L’aria frizzante pizzica leggermente la pelle del viso. Il colore del cielo inizia a sfumare nei toni del viola e del rosa. Mi scopro ad osservare i delicati disegni delle foglie, ormai secche, sui fusti lianosi del luppolo selvatico.

Ha inizio una nuova giornata.