Attimi quotidiani XVI – un raggio di sole

Le tende della mia camera da letto sono dei vecchi asciugamani di lino grezzo, ricamati a mano. Erano di una cara amica di famiglia che, quand’ero piccola, veniva da Rapallo a farci visita durante il periodo estivo. Sono talmente belli e i ricami e i pizzi, lungo i lati più corti, talmente delicati, che nessuno li ha mai usati per asciugarsi le mani. Così per anni sono rimasti chiusi nell’armadio.

Quando mi sono trasferita in questa casa e ho iniziato a dare una forma all’arredamento, per me è stato naturale recuperare quegli asciugamani e farne le tende per la mia stanza. Sono semplicemente perfetti. Il sole, illuminandoli, ne esalta la robusta trama e i delicati pizzi e le orchidee sul comodino, sembrano ancora più preziose con quel tessuto e i ricordi, a far loro da sfondo.

 

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Attimi quotidiani XV – Fusaggine

Le piante che prediligo sono quelle decidue ed autoctone, che riescono a darmi il senso del trascorrere delle stagioni. E averle studiate, anche se in tempi ormai remoti, mi aiuta ad osservare la natura che mi circonda, in modo più dettagliato.

Il mio luogo ideale è il sottobosco dove erbe, arbusti e alberi si incontrano a formare delle composizioni che spesso, mi piacerebbe ricreare in un mio ipotetico giardino. All’interno del sottobosco, attraverso i rami degli alberi più alti, filtrano i raggi del sole e creano, in ogni stagione, giochi di luci e colori caratteristici. Così, di volta in volta a seconda dell’incidenza dei raggi, vengono messi in evidenza alcuni aspetti tipici di quel periodo dell’anno.

Stamattina la protagonista è stata la Fusaggine o Evonimo (Euonymus europaeus L.). Per la forma caratteristica del frutto, questo arbusto è conosciuto anche come “Cappel di prete” e sono stati proprio i frutti di questa pianta ad attirare la mia attenzione durante la passeggiata.

L’abbinamento del rosa intenso e dell’arancio, in questa stagione è abbastanza insolito e seppur i frutti siano piccoli, in mezzo ai colori smorzati del tardo autunno, risaltano ugualmente. Se poi un raggio di sole li evidenzia illuminandoli nell’intrico dei rami ormai spogli, il gioco è fatto!