Di fili, di tele e di rugiada

Quand’ero piccola c’era un gioco che mi piaceva fare con mia mamma. Si usava un filo grosso annodato agli estremi. Si infilavano le mani all’interno dell’anello e con le dita, intrecciando in vario modo il filo, si creava un disegno. L’altro, con movimenti precisi, creava altri disegni prendendo a sua volta il filo tra le mani.

Oggi mentre camminavo lungo il sentiero, guardando i fili delle tele di ragno intrisi di gocce di rugiada illuminate dal sole, mi è tornato in mente quel gioco da bambini. Sembrava, a guardare quel convulso intreccio di fili, che nottetempo i ragni del campo avessero partecipato ad una sorta di “Giochi senza Frontiere” durante i quali, per vincere, dovevano creare “Il groviglio più arzigogolato”.

In autunno, una nottata di nebbia condensa sulle tele dei ragni minutissime goccioline. Al mattino, i raggi del sole, le trasformano in migliaia di piccole perle luccicanti. E ogni volta rimango incantata a seguire quei pizzi stesi tra fiori e rametti ormai secchi.

In altri punti le tele hanno la loro forma tipica e le goccioline ne evidenziano le geometrie più o meno regolari. Penso ai ragni che, con le loro trappole rese così visibili, fino all’evaporare di quelle perle d’acqua, realizzeranno dei magri bottini…

Ma i raggi del sole scaldano ancora, visto che siamo solo all’inizio di ottobre e al termine della passeggiata  le ragnatele ormai non si notano quasi più.

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30 thoughts on “Di fili, di tele e di rugiada

  1. Piero ha detto:

    Stupendo. Ciao, Piero

  2. pjperissinotto ha detto:

    Tutto splendido.
    E questo pensiero “Penso ai ragni che, con le loro trappole rese così visibili, fino all’evaporare di quelle perle d’acqua, realizzeranno dei magri bottini…” ci fa immaginare al pieno come, avendo lo spirito giusto, si possa essere dentro la Natura.

  3. Drimer ha detto:

    Come sempre splendidamente naturale 😉

  4. Paolo Astrua ha detto:

    Nuzk, che poesia! Volevo dirti che ho condiviso su fb il tuo articolo ospite, e sei persone hanno deciso di condividerlo sulla loro pagina. Ero felice! Le tue foto e quello che scrivi è piaciuto molto. Te lo meriti.

  5. lauraluna ha detto:

    Anch’io facevo lo stesso gioco con mia madre e hai risvegliato in me dolci ricordi.
    Sempre tenera nelle tue esposizioni, una tenerezza che si nota anche nelle foto.
    Un abbraccio grande da Laura

    • Nuzk ha detto:

      Tra i tanti giochi che facevo da bimba questo che le tele di ragno mi hanno ricordato e il gioco con l’elastico hanno riempito interi pomeriggi. Ed era sufficiente avere a disposizione un elastico, un filo e qualche amica.

  6. mia_euridice ha detto:

    Opere d’arte naturali.

  7. La il@ ha detto:

    Delicato il collegamento con i tuoi ricordi.. bello..

  8. Vanni ha detto:

    Immagini molto poetiche!
    ps anch’io facevo quel gioco, però ricordo che ce lo passavamo di mano in mano incrociando sempre di più i fili!!! 😉
    ciao

    • Nuzk ha detto:

      Ciao Vanni. Mi fa uno strano effetto sentire da persone che non conosco (anche se in realtà un po’ conosco perchè vi seguo sui vostri blog) e che vivono in altre città d’Italia, di essere accomunati da un gioco di vecchia data. Al giorno d’oggi, con internet, tutto è ovunque, ma quand’ero piccola io, non c’era nemmeno la tv a colori. Ci immagino bambini a giocare con le nostre mamme divertendoci con il solo uso di un cordino. No smartphone, no tablet, no joystick…bastava poco 🙂

      • Vanni ha detto:

        Già mi sà che siamo quasi coetanei, il salto della cavallina, il mangiadischi, cel’hai, napoleone, arivivis arimortis!, nascondino, la corda in tutte le sue varianti, per i maschi: i bussolotti, la corsa con i tollini (tappi di bottiglia), le figurine ecc….. o no? ahahahah! 😀 😀

      • Nuzk ha detto:

        Mangiadischi, nascondino, la corda e varianti, le figurine li ho. Poi abitando ai margini di un bosco si giocava anche con archi e frecce e grandi arrampicate sugli alberi… 🙂 Napoleone mi manca…

  9. Vanni ha detto:

    Io avevo l’Arcofalk, mio padre mi aveva fatto le frecce con i raggi dell’ombrello, un giorno ho infilato una gallina da mia nonna e dopo una ramanzina è sparito!!!!
    Napoleone si gioca così: ognuno faceva un cerchio col gesso si infilava dentro e gli dava il nome di una nazione, il predestinato faceva un cerchio e scriveva Napoleone e poi diceva: “Napoleone dichiara guerra alla Francia” per esempio, poi iniziava a rincorrerlo, se lo prendeva era prigioniero, se non riusciva e l’inseguito entrava nel cerchio di Napoleone liberava tutti e diventava a sua volta Napoleone… quando vuoi giochiamo!!! 🙂 ciao ciao un abbraccio!

  10. popof1955 ha detto:

    Stavo coltivando una tela di ragno sul balcone per fare delle foto con la rugiada, ma stanotte ha piovuto e tirato vento, la ragnatela non c’è più un doppio apprezzamento quindi per le tue foto.

  11. phlomis68 ha detto:

    sembrano collane di perle!

    • Nuzk ha detto:

      In autunno mi piace cercare le ragantele e vedere come la rugiada o la nebbia le hanno riempite di pioggia. E se c’è il sole diventano quasi ipnotiche tanto sono belle.

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