Attimi quotidiani II

I lavori in quello che chiamo eufemisticamente “giardino” non restano mai fatti. Soprattutto quando si tratta di erba. Così mi sono decisa a tagliare almeno quella attorno ai fossi di scorrimento dell’acqua, che ormai può essere serenamente definita fieno, per l’altezza raggiunta.

Approfittando dell’ombra delle robinie,  raccolgo l’erba tagliata al mattino che ormai si è seccata, complice la giornata calda.

Ed è mentre rastrello che mi accorgo di essere finita nel territorio di una farfalla. Eh sì, perchè i maschi di numerose specie di farfalle, sono esserini estremamente territoriali. Se invadi il loro territorio, ti attaccano! E con che foga…! Finchè rimango nella sua zona è un continuo volarmi addosso. Si dirige verso di me decisa, con quel tipico volo un po’ caracollante, schivandomi solo all’ultimo, per non schiantarsi sulla mia canottiera.

Mi fermo ad osservarla. Sale un po’, quasi a prendere la rincorsa e poi giù in picchiata verso di me, a “spintonarmi via”. Penso al coraggio di quel piccolo insetto per scagliarsi contro qualcuno, rispetto a lui, così grande. E tutto quel coraggio è dovuto a motivi riproduttivi, per difendere un’area, in questo momento soleggiata, dove è più probabile trovare le femmine.

Con due rastrellate raccolgo l’ultimo po’ d’erba e mi sposto qualche metro più giù. Il suo territorio è salvo. La farfalla si acquieta e torna a posarsi sulla foglia dalla quale si era lanciata pochi minuti prima.

libro Sono malata di libri, ultimamente ebook. Ma ci sono libri che devono essere cartacei,    devono poter essere sfogliati e goduti. Il libro Butterfly watching è uno di quelli.

Butterfly Watching

Come osservare, fotografare, allevare le farfalle

Ed. Calderini Edagricole

Annunci

Attimi quotidiani

Mi siedo su un sasso lungo la riva e osservo. Raggi di sole filtrati dai rami degli alberi creano riflessi nell’acqua che scorre. Il mio sguardo viene catturato dai giochi di luce mentre mi avvolgono il suono liquido e discreto dell’acqua e i canti degli infiniti uccelli che popolano questo luogo.

D’un tratto appare il falco pellegrino. Nidifica sugli speroni di roccia poco più su. Sento il suo richiamo acuto e tutti gli altri uccelli si zittiscono improvvisamente. Il falco sta cacciando e tutte le potenziali prede si nascondono, silenziose, tra i rami degli alberi.

Per alcuni minuti rimango ad ammirare il suo volo caratterizzato da battiti d’ala decisi e rapidi, ascolto il suo richiamo e lo scorrere del fiume.

E’ l’inizio di una nuova giornata.

Insofferenze

Non so se è perchè sono più insofferente del solito o perchè d’estate, complici le ferie e le giornate più lunghe, la gente si annoia e quindi si sente libera di allargarsi più del dovuto. Fatto sta che ultimamente mi capita più spesso del solito di imbattermi in discussioni, manifestazioni, esternazioni che definiscono quello che è giusto da quello che è sbagliato.

A me piace avere l’opportunità di parlare con persone che hanno avuto esperienze diverse dalle mie e che quindi mi possono trasmettere punti di vista altrettanto diversi. Nessuno che cerca di convincere l’altro di avere ragione, ma semplicemente raccontare il nostro punto di vista spiegandone le ragioni e ascoltare quelle dell’altro. Molto spesso questo tipo di scambio permette di inserire nelle proprie credenze delle idee nuove, diverse, che ci aiutano a mutare, a ragionare e ci portano lentamente al cambiamento. Questo tipo di scambio però presuppone intelligenza e rispetto dell’altro…e pare sia merce rara di questi tempi…

Diverso è aver a che fare con persone o gruppi di persone che, forti delle loro convinzioni, pensano di essere le uniche ad essere nel giusto mentre chi non la pensa come loro viene innanzi tutto giudicato e poi deve essere redento o ridotto ai minimi termini.

E qui scatta la mia insofferenza. Non nelle idee che qualcuno può esternare ma nel modo di imporle come se fossero la verità assoluta e con l’arroganza di decidere anche per gli altri quello che è giusto o sbagliato.

Se vedo nello sguardo di due persone un sentimento di amore che le lega, perchè devo sentirmi in diritto di giudicare e condannare, se per caso sono dello stesso sesso? Quello riguarda solo loro. Mentre io posso scegliere (avendone la capacità, ma la quotidianità dimostra che non è scontato) di cogliere, per esempio la dolcezza nei loro sguardi.

Se una persona ha una malattia incurabile e ad un certo punto decide in autonomia per l’eutanasia, penso che NESSUNO abbia il diritto di intromettersi per impedirglielo. Magari parlarci insieme per aiutarla a valutare fino in fondo la scelta, ma non di impedirglielo.

A me viene naturale praticare il vivi e lascia vivere. Fermo restando che regole e paletti siano necessari, ci sono anche argomenti nei quali ritengo che nessuno abbia il diritto di venirmi a dire come posso o non posso comportarmi. E quando questo succede la mia insofferenza si fa sentire.

 

21 giugno 2015

Oggi è il 21 giugno ed è il solstizio d’estate. Non ho nulla di particolare da raccontare ma solstizi ed equinozi sono per me momenti particolari che in qualche modo vanno ricordati e celebrati.

Questo solstizio lo voglio ricordare semplicemente con alcune immagini scattate nei giorni scorsi.

Buon solstizio a chiunque passi da qui 🙂

Incontri

Il caldo rintrona anche le lepri.

Stamattina, neanche tanto presto, mentre camminavo nel centro della strada bianca con i due cani, una lepre ha iniziato a venirci incontro. Ci ha messo un po’ ad accorgersi che, di fronte a lei, c’era del movimento e a quel punto si è fermata.

Io mi ero già fermata da un po’ e stavo pensando se prendere o meno dallo zainetto la macchina fotografica. Le lepri mi stupiscono sempre. O schizzano come schegge impazzite alla velocità della luce o si glassano lì e aspettano chissà che cosa. Questa è rimasta glassata. Dopo qualche secondo che non si muoveva, ho deciso di prendere la macchina fotografica dallo zainetto e iniziare a scattare qualche foto. Seduta così in mezzo alla strada mi ricordava una scena dei vecchi film western. Sentivo già la musica di Ennio Morricone in sottofondo….

Poi con una camminata lenta, quasi ad inciampare in quelle zampone un po’ sproporzionate ma che riescono a farle raggiungere velocità che sorprendono, ha deviato verso la rivettina a lato della strada e dopo un ultima annusata quasi indifferente ad un fiore, con molta calma, si è dileguata nella macchia.

 

Orchidee

Ho una passione anche per le orchidee. Scrivo “anche” perchè la lista di piante che mi appassionano, affascinano e che suscitano in me emozioni quando le incontro è un po’ lunghina…

Mi piacciono le orchidee “da interni”, quelle di origine tropicale che si comprano nelle serre, ma ancora di più mi piacciono le nostre orchidee spontanee. In Italia infatti ne crescono 190 tra specie e sottospecie diverse. Normalmente non sono così appariscenti come quelle tropicali, ma solo perchè le loro dimensioni sono molto inferiori. Se ci si sofferma a guardarle da vicino, possono stupire per colori e forme, per non parlare delle strategie che adottano in campo riproduttivo (in un prossimo post…)

Ieri, durante la quotidiana passeggiata mattutina, ho notato tre steli di orchidee in piena fioritura, sul margine della strada bianca. In effetti scorgere le orchidee nel loro ambiente naturale è un po’ come andare a raccogliere asparagi selvatici. E’ necessario farci l’occhio 🙂

I loro steli erano attorniati da altre erbe e fiori e i colori tenui non aiutavano ad attrarre lo sguardo. Di quest’orchidea ci sono due sottospecie: la ssp fragrans, con un delicato profumo di vaniglia e la ssp cimicina che, come suggerisce il nome, non è proprio indispensabile andare ad annusare. Quest’ultima presenta una colorazione più scura ma se ci fosse il dubbio sull’identificazione, basta affidarsi all’olfatto…

Anacamptis coriophora subsp. fragrans

Anacamptis coriophora subsp. fragrans

Anacamptis coriophora subsp. fragrans

Ma questa non è che una delle tante orchidee che possiamo incontrare, oltre che nei prati aridi di collina e pianura, anche lungo i margini delle nostre strade.

La più frequente, almeno da queste parti, è Anacamptis morio che può presentare diverse colorazioni dal bianco al viola scuro.

Anacamptis morio

Anacamptis morio

L’impollinazione delle orchidee avviene ad opera degli insetti (api, bombi e simili). In alcune specie i fiori tendono a simulare l’aspetto dell’insetto come nel caso di quest’Ophrys insectifera.

Ophrys insectifera

Ophrys insectifera

L’orchidea che segue invece, sembra formata da tanti piccoli omini…

Orchis simia

Orchis simia

Orchis simia

Orchis simia

Ma queste sono solo alcune delle tantissime orchidee che in questa stagione possiamo incontrare nei prati e boschi delle nostre regioni. Un’ultima nota: tutte le orchidee spontanee sono piante protette per le quali c’è un rigoroso divieto di raccolta. Dalla germinazione del seme a quando la pianta è in grado di fiorire passano anni, limitiamoci a scattare una foto piuttosto che raccoglierne i fiori. Grazie.