La chiesetta della Madonna del Rio

Oggi sono tornata in un luogo scoperto per caso qualche anno fa.

Guidando lungo la strada sul crinale di una collina, circondata solo da campi e qualche rado boschetto, si incontra, quasi come se fosse stato perso, un cartello che indica il Santuario della Madonna del Rio.

Seguendo l’indicazione si intraprende una ripida discesa che, perpendicolare alle isoipse, porta velocemente verso la base della collina.

Dopo un percorso di circa venti minuti lungo quello che in triestino verrebbe serenamente definito un “grembano” più che un sentiero, tra i rami del bosco misto di frassini e roverelle si intravvede una costruzione. Quello scorcio dà una strana sensazione, quasi come scoprire qualcosa di inaspettato, insolito per il luogo dove ci si trova.

Una grande roverella sovrasta, quasi a volerla proteggere, la chiesa. Mi fermo a guardare l’insieme mentre il profumo dei frassini in fiore, reso più intenso dal caldo del sole pomeridiano, penetra nelle narici. La curiosità di vedere l’interno ha il sopravvento e varco la porta socchiusa.

Il pavimento della chiesa è un fitto tappeto verde di primule selvatiche, giovani piantine di sambuco, viole, melissa ed altre erbe. Il tetto è l’azzurro intenso del cielo, interrotto da due strette volte di mattoni e dai frassini cresciuti sulla sommità dei muri. In fondo, al centro di quel che resta dell’abside, una piccola immagine in ceramica della Madonna con il bambino.

Si narra che l’immagine in ceramica della Madonna del Rio, venne ritrovata nel 1638 nel letto del torrente dal proprietario del fondo. Sulla ceramica pare ci fosse incisa la stessa data del ritrovamento. Inizialmente fu appesa ad una quercia ma con il tempo, in seguito alle molte grazie concesse, venne costruita dapprima una piccola cappella e in seguito il santuario. Attualmente l’immagine dell’abside è una copia.

 

Mi siedo in un angolo vicino all’abside da dove posso osservare sia l’immagine della Madonna con il bambino, sia il cielo con quelle due strette volte, il campanile e i frassini, le cui radici sono aggrappate parecchi metri sopra la mia testa. 

Tra queste mura c’è quiete. E’ come un luogo senza tempo in cui si viene avvolti da una profonda serenità. Rimango in silenzio e mi godo queste sensazioni finchè sento che è giunta l’ora di andare.

Un ultimo sguardo alla chiesa dal campo che la costeggia e poi la lenta risalita lungo il “grembano”, fino a raggiungere la strada sulla sommità della collina di fronte.

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18 thoughts on “La chiesetta della Madonna del Rio

  1. 321Clic ha detto:

    Bellissimo posto!

  2. Drimer ha detto:

    Un bel momento da ascoltare…in silenzio 😉

  3. ilmiosguardo ha detto:

    che bellezza e tu ce l’hai regalata tutta, brava!
    Un sorriso
    Ondina

  4. popof1955 ha detto:

    La chiesa non sembra abbandonata da molto tempo, direi 30 anni, le pareti hanno ancora la vernice ed il campanile sembra in ottimo stato. Son sicuro che se ci fosse una strada carrabile verrebbe ben presto ripristinato il suo aspetto originale.

    • Nuzk ha detto:

      Ogni anno l’8 settembre la chiesa viene addobbata a festa e celebrata in qualche modo una messa. Davanti al portale ci sono 4 sedie di plastica e un tavolino coperti con un telo, segno che qualcuno si ritrova lì davanti abbastanza spesso, probabilmente persone che hanno i ricordi di quando la chiesa non era ancora abbandonata. In un certo senso anche l’abbandono in cui versa fa parte della bellezza di questo luogo. Quasi un restituirla alla Natura che la circonda.

  5. willyco ha detto:

    stavo scrivendo che meraviglia, perché questo è la prima sensazione provata, poi ho pensato che quel tetto scoperchiato può avere due significati, uno è l’abbandono, l’altro è cio che fa l’uomo che trova nuova vita quando non è più nelle sue mani. Preferisco la seconda e la sensazione di spiritualità e rispetto che hai comunicato. Grazie . Buona festa della Liberazione.

    • Nuzk ha detto:

      Quando sono arrivata lì ho girovagato, fotografato, guardato in giro. Dopo un po’ mi sono accorta di avre fatto tante cose, con la frenesia tipica della quotidianità e di non aver dato spazio all’ascolto. Allora sono tornata nel santuario, mi sono seduta e ho aspettato. La sensazione che, a poco a poco, si è fatta spazio è stata molto particolare. In quel luogo c’è la forza che si forma dove, giorno dopo giorno, le persone si ritrovano a pregare e che con sfumature diverse, si percepisce in ogni chiesa. Ma c’è anche la forza legata alla Natura che avvolge il santuario. In tutto questo non c’è la sensazione di abbandono ma di un completamento di due qualità che si rafforzano l’un l’altra.

  6. mia_euridice ha detto:

    Sembra una “pieve”.
    Cioè una di quelle chiesine nate all’incrocio di due vie che un tempo avevano una qualche rilevanza ma che, oggi, nessuno utilizza più.

    • Nuzk ha detto:

      Non si trovano grandi notizie di questa chiesa. Le foto aeree non fanno intravvedere delle strade. E’ situata alla base di 2 colline che si incontrano e dove scorre un torrentello. Tutte le strade sono molto più su sui crinali delle colline. Ma non è detto che una volta le strade nn seguissero altre vie e si fa presto a perderne le tracce se non vengono più usate.

  7. gardentourist ha detto:

    Mi piacciono le chiome che fanno capolino dagli archi, i frassini che scalano i muri, Una piccola Angkor, dove imparare a lasciar passare il tempo… grazie della bella gita!

    • Nuzk ha detto:

      I frassini al posto della volta della chiesa sono splendidi: non tanto grandi, con le foglie ancora di un verde chiaro e il profumo dei loro fiori che riempie delicatamente l’aria. Devo tornarci in autunno quando le foglie sfumano nel rosso e nel giallo….

  8. Di ha detto:

    This is so beautiful, I had to share it …

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