Mezzi di trasporto

Dopo aver scritto le mie impressioni nel post tempo, relative a come vivo il tempo ed alle sue reali caratteristiche, mi sono ritrovata spesso a rifletterci ancora. Tipicamente mi capita al mattino mentre sono a camminare con i cani e la mia testa non è ancora invasa da questioni di lavoro.

L’altra mattina riflettevo sul fatto che il nostro corpo è una sorta di “mezzo” che ci danno alla nascita (magari un po’ prima, ma alla nascita in genere è terminata la prima fase di costruzione che ci permette di uscire dalla “casa madre” pronti per le successive modifiche). Questo mezzo di trasporto ci permetterà di “attraversare” lo spazio e il tempo della nostra vita per un certo numero di anni, fintanto che, salvo imprevisti, l’usura del mezzo non sarà tale da impedirne il proseguimento. Durante questo periodo il mezzo subirà notevoli trasformazioni che permetterano al guidatore di fare esperienze diverse in funzione, anche, dell’età del mezzo.

Il punto di criticità, secondo me, sta nel fatto che il guidatore è chiuso dentro questo mezzo e ogni informazione che arriva dall’esterno è mediata dal mezzo stesso. Il guidatore sente e percepisce buona parte delle informazioni solo ed esclusivamente attraverso questo mezzo e questo lo porta ad identificarsi con esso, a pensare di essere esso stesso, il mezzo.

Ma di fatto, il guidatore non è il mezzo.

Allora provo a pensare al mio corpo come al mezzo dentro al quale, “io guidatore”, sto attraversando la mia vita. Attraverso il suo essere fatto di materia “viva”, questo mezzo, nel quale “io guidatore” sono incorporato, mi permette di sentire sensazioni fisiche, emozionali e pensieri. Tutte queste percezioni sono strettamente connesse alla materialità del mezzo al punto da far sì che, ad un certo punto, “io guidatore”, inizio a pensare di essere il mezzo.

Se immagino di osservare il mio corpo durante il percorso fatto fin qui nella mia vita, vedo che, in base ad una serie di leggi biologiche e fisiche, questo ha avuto uno sviluppo sequenziale nel corso del tempo.

Portare attenzione a quelle differenti età che simultaneamente sento convivere dentro di me, credo che abbia creato lo spazio per iniziare a vedere contemporaneamente il guidatore e il mezzo e finalmente, a brevissimi sprazzi, iniziare a dare ad ognuno le sue reali coordinate.

Allora, mentre il corpo vive il tempo secondo le leggi della biologia e della fisica alle quali è sottoposto a causa del suo essere costituito da un certo tipo di materia, il guidatore è finalmente libero di muoversi in quello spaziotempo in cui le leggi sono governate dalla fisica quantistica.

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19 thoughts on “Mezzi di trasporto

  1. Ian Saiin ha detto:

    Più che un commento qui ci vogliono cento passeggiate coi cani, o cento corse, un’implicita promessa insomma a pensarci e ripensarci, perché un commento starebbe.
    Così, di getto ti direi che li sento in effetti diversi, corpo e guidatore, ma ancora ben avvinghiati l’un l’altro. Salvo certi rari momenti. Che erano più frequenti però quando ero adolescente.

    • Nuzk ha detto:

      Questo post è uscito un po’ di getto, quasi più per cercare di fermare un’idea che si sta lentamente formando, che per raccontare qualcosa che vedo e sento chiaramente. Forse queste sarebbero cose ovvie, se fin da piccolo imparassi a portarci attenzione. E molto fa anche la cultura di un popolo sia per quel che riguarda l’essere presenti a quello che ci succede, sia a fenomeni naturali com’è la morte. Nel tuo ultimo post si tende a portare attenzione a quest’ultima e credo che sia la giusta via per affrontare al meglio la vita

  2. Drimer ha detto:

    ….ho spento il navigatore…buona giornata 😉

  3. ogginientedinuovo ha detto:

    Una bella riflessione. Riesci a sentire i piani diversi dello spazio-tempo e a viverli, sia indipendentemente che congiuntamente: non hai paura 🙂

    • Nuzk ha detto:

      In realtà la paura c’è ma non è questo tipo di sentire che la provoca. Anzi questa discrepanza tra interno ed esterno continua a stuzzicare e a chiedere risposte 🙂

  4. La il@ ha detto:

    Questa riflessione è illuminante. Credo che sia esattamente come dici tu, e che arrivare a discernere le due parti, a distinguere il guidatore dal mezzo, dia una prospettiva dalla quale sia possibile affrontare le cose in maniera diversa, più consapevole e alla fine forse più soddisfacente. Grazie, davvero.

  5. lauraluna ha detto:

    Non sono molto ferrata in materia ma credo che il nostro “mondo di mezzo” sia dominato dalla termodinamica e che noi siano composti da tanti atomi, che si muovono disordinatamente e questo continuo crescere nel disordine è ciò che percepiamo come lo scorrere del tempo.
    Non dimenticare che alle Scuole Superiori fui rimandata in fisica.

  6. johakim81 ha detto:

    Una bellissima riflessione sulla quali mi trovi d’accordo. L’esercizio di disgiungere i due mondi è fondamentale. Se da un lato è essenziale aver cura del proprio mezzo (tagliandi, verniciature, benzina super ecologica ecc), dall’altro si dovrebbe lasciar libero il dialogo che il guidatore deve poter avere con l’esterno.
    E’ una materia che a scuola non viene insegnata però….

    • Nuzk ha detto:

      Purtroppo non viene insegnata. Ma molti di noi hanno la necessità di trovare risposte e cercandole, un po’ alla volta, trovi il tuo modo per iniziare a dialogare con l’esterno

  7. Drimer ha detto:

    Buongiorno 😉

  8. Drimer ha detto:

    Quando sono qui non ho bisogno del navigatore….buongiorno 😉

  9. TADS ha detto:

    una riflessione mica da ridere, complimenti,
    forse il punto più importante dell’esistenza sta proprio nella gestione dei due percorsi, comunque sempre in qualche modo agganciati tra loro.

    • Nuzk ha detto:

      Ciao Tads :). Ed è proprio quel forte aggancio tra mezzo e guidatore che penso faccia scattare l’identificazione e mi faccia pensare di essere il mio corpo. Sono anche quello ma non solo. E quest’anno, quel “non solo” mi sta intrigando molto. Voglio capire come gestirli al meglio…corpo e “non solo” 😉

  10. FlavioTS ha detto:

    dal mezzo di trasporto si può scendere o salire. Quindi il corpo non è un mezzo ma il manifestarsi di un informazione di cui tutto l’universo è fatto. Noi siamo l’universo stesso, siamo la manifestazione di questo gigante fatto si sola probabilità.

    • Nuzk ha detto:

      Corpo, emozioni, pensieri è come se avessero ognuno una diversa frequenza. L’impressione è che veicolino e attingano a informazioni di livelli diversi. Mi è però difficile tradurre a parole quello che sento, che percepisco a fior di pelle e che a volte mi fa fare collegamenti imprevisti con le informazioni raccolte in momenti diversi.

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