San Nicolò

Mi hanno chiesto di andare a fotografare un’icona conservata nella chiesa Greco ortodossa di San Nicolò a Trieste. La chiesa, in stile neoclassico, è stata costruita nella seconda metà del 1700. E’ situata sulle rive, affacciata sul golfo e la sobrietà della facciata potrebbe farla passare quasi inosservata, se non fosse per i due campanili gemelli.

Varco la cancellata e attraverso il breve tratto che mi separa dalla porta. Mi accoglie la targa con scritte bilingue scolpite nel marmo bianco e sulla porta, la scritta “tirare” in italiano e greco. Questa chiesa mi piace già…

Entro, la luce è soffusa. D’un tratto è come fare un salto in un’altra epoca. Il traffico concitato delle rive svanisce e vengo avvolta dal profumo dell’incenso e dalle voci di canti di monaci greco ortodossi che risuonano sommessi.

L’interno della chiesa è a navata unica, ricca, ricchissima di dipinti e icone. Alla mia destra ci sono alcune candele accese. Sono quelle che a me piacciono tanto, lunghe, sottili fatte ancora di cera d’api. Ne accendo una e rimango lì a guardarmi attorno. Non c’è nessuno. Chiudo gli occhi, odoro l’incenso e lascio che i canti risuonino.

Dopo alcuni minuti riapro gli occhi e vedo un movimento dietro gli scranni. C’è un ragazzo che “bada” la chiesa durante il periodo di apertura al pubblico. A Trieste viene chiamato “nonzolo” (dal latino nuntius), di fatto è il sacrestano.

Gli chiedo se posso fare delle foto e poi inizio a cercare l’icona. A me piacciono le chiese spoglie e questa è esattamente l’opposto, ma ci sono dipinti e icone che, presi singolarmente, sono veramente belli.

E’ stato un piacere passare del tempo in questo luogo ad ascoltare, sentire e vedere.

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2 thoughts on “San Nicolò

  1. Ian Saiin ha detto:

    Amo le chiese quando non c’è nessuno, quelle piccole, quelle vuote delle sere dei giorni d’inverno. Mi piace quel silenzio appena la porta ti si chiude alle spalle.
    Le tue foto mi ricreano tutto questo. Da una chiesa, peraltro, cui sono passato davanti molte volte, senza mai entrarci.

    • Nuzk ha detto:

      Ciao Ian, anch’io ci sono entrata ieri per la prima volta ed è stata una bella sorpresa. Quello che più mi è piaciuto sono stati i canti e l’essere sola lì dentro mi ha permesso di gustare l’insieme e ogni particolare seguendo i miei tempi. E poi le candele di cera d’api! Di solito, ogni volta che posso vado ad accenderle nella chiesa di San Spiridione, quella serbo ortodossa. E’ vero, c’è un silenzio particolare nelle piccole chiese, che ti avvolge. Buona serata Ian 🙂

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