Frutti dimenticati

Ogni autunno, nel mese di ottobre, in un paesino della Valsenio in Romagna, si tiene la Festa dei Frutti Dimenticati. Su tavoli e banchetti vengono esposti decine di varietà di frutti che difficilmente si incontrano dai fruttivendoli o sulle nostre tavole, a meno di non avere in orto o giardino qualche pianta, non più comune, come invece poteva esserlo ai tempi dei nostri genitori.

Così oggi sono andata a girovagare un po’ tra le viuzze di Casola, soffermandomi qui e là ad osservare la frutta che adesso mi è nota, ma appena arrivata da queste parti, qualche anno fa, mi era assolutamente sconosciuta.

L’idea era di fare un po’ di foto ma, come al solito, non sono capace di tornare a casa a mani vuote. Ad uno dei banchetti, delle mele hanno attirato la mia attenzione. Di pezzatura medio piccola, un bel colore rosso cupo che sfumava nel verde (proprio i colori che piacciono a me), nome della varietà mai sentito.

Ne ho comprate un sacchetto per curiosità. Buonissime! Mentre tornavo a casa ne ho assaggiata una…succosa, croccante, dolce e profumata, quel profumo che senti mentre mangi e si mescola al gusto di mela… Appena assaggiata mi sono detta: “questa è la varietà di mele che voglio in giardino!” E’ una varietà che cercano di promuovere nella vallata e ho già trovato l’indirizzo dell’associazione a cui chiedere informazioni per l’acquisto di una pianta.

Mi piace questa fiera, sa di quotidiano antico, con colori, sapori e profumi dimenticati ma, fortunatamente, non ancora perduti. E nonostante ci vada tutti gli anni, scopro sempre qualcosa di nuovo che mi fa attendere con piacere l’appuntamento successivo.

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17 thoughts on “Frutti dimenticati

  1. ellegio ha detto:

    L’inverno scorso mi ero affezionata alle mele Pink Lady, ma coltivare la propria mela preferita nel proprio giardino dev’essere un’altra cosa 🙂

    • Nuzk ha detto:

      Ciao Ellegio, piacciono anche a me le Pink Lady 🙂 Delle mele prese oggi, quello che mi piace di più, oltre all’incredibile profumo, è che non hanno quella orribile cera spalmata sopra come quelle del supermercato. Cera che non togli completamente neanche strofinandole con il bicarbonato 😦 Ecco con queste mele hai la soddisfazione di mangiare tranquillamente anche la buccia senza porti problemi per quello che stai ingerendo….

  2. accantoalcamino ha detto:

    Se non avessi auto l’impegno di cui ti ho scritto, proprio ora, via mail sarei andata anch’io a Casola Valsenio: c’erano anche due mie amiche blogger. A Pioverno (Venzone) ho trovato un albero di nespole, le raccoglierò a giorni per conservarle nella paglia e gustarmele verso gennaio. Buona serata ❤

    • Nuzk ha detto:

      Sai che le nespole “nostrane” non le conoscevo. I miei vicini di casa avevano un albero di nespole giapponesi che mangiavo fin da piccola e da noi le altre non si usano. Qui invece si trovano ovunque 🙂

      • accantoalcamino ha detto:

        Erano anni che non le vedevo, anche qui ci sono le nespole del Giappone infatti, sono rimasta stupita e pregherò in ginocchio il “parone” dell’albero affinchè non lo tagli 😉

  3. Maurizio Vagnozzi ha detto:

    Prossimo anno ci vengo!

  4. sguardiepercorsi ha detto:

    Che bella fiera… Mi devo segnare la data per l’anno prossimo!
    Mi piacciono tantissimo le mele di quel genere…
    🙂

  5. lauraluna ha detto:

    Ti hanno detto bene : vale veramente la pena di visitare questa fiera ( ma ahimè, ormai dovrai aspettare l’anno prossimo ), dove si possono trovare piante e animali perduti , antiche collezioni di fiori dimenticate presenze immancabili nei giardini storici italiani, salvate dalla passione dei collezionisti, potrai conoscere “giardini da mangiare”, giardini perduti delle antiche corti, di piante rare, di razze di animali in via d’estinzione (come la pecora cornella, la vacca rossa, il cavallo del Ventasso). Gustare frutti ormai quasi scomparsi dai sapori unici come il melo campanino, il melo decio, il cotogno, ( come ne sono ghiotta) il pero nobile. Ma la manifestazione è anche grande mercato di sementi e ortaggi, esposizione e vendita di prodotti tipici, sagra degli antichi sapori con specialità agroalimentari e genuine prelibatezze. E , come sai, l’Emilia non è seconda a nessuno in fatto di gastronomia.
    Molto belle le tue foto e molto interessante l’argomento.

    • Nuzk ha detto:

      Grazie Lauraluna per questa descrizione. Mi sono già segnata, per il prossimo settembre, di andarci. Con un racconto come il tuo non si può mica non vederla!

  6. cucinaincontroluce ha detto:

    E’ davvero un peccato che tanti buoni prodotti “minori” vadano perduti perché sono proprio i frutti più dolci e saporiti…magari se ne facessero di più di queste iniziative! E’ giusto ricordare l’esistenza dei doni della natura, sì che anche i nostri figlioli sappiano che “la frutta non cresce sui banchi del supermercato e non sa nemmeno di plastica”!
    Buona giornata 🙂

    • Nuzk ha detto:

      Tra l’altro questa frutta spesso è molto meno soggetta alle malattie. E poi, mangiare una mela senza quella paraffina che non si toglie neanche strofinandola con il bicarbonato è tutta un’altra cosa. Vicino a casa c’è un’azienda che coltiva biologico e ho comprato una cassetta di mele per fare l’aceto 🙂 Viene una meraviglia

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