Libertà di scelta

Stasera rientrando dal lavoro ascoltavo la radio. Andava in onda un programma condotto da una giornalista che mi piace molto, per come imposta la trasmissione. Hanno mandato in onda l’audio di un filmato, quello che ho inserito in fondo a questo post, che mi ha commosso, che ho sentito vero, che mi lascia perplessa sul perchè si debba ancora stare a lottare e discutere per una cosa che a me sembra logica e naturale.

In questo filmato si parla di eutanasia, si parla di una persona con una malattia in fase terminale, che non le lascia nessuna speranza e le dà, come unica certezza, la sofferenza prima della morte. Si parla di una persona adulta, lucida, in grado di intendere e di volere. Si parla di una persona che ha SCELTO come vivere la sua vita e anche come e quando concluderla.

Ed è questo per me il punto. La possibilità di scegliere, in una situazione di questo tipo, come e fino a che punto rimanere in vita. Poter scegliere quando dire basta alla sofferenza se non mi dà nessun’altra possibilità che non sia la morte.

Ecco, se io dovessi trovarmi, ad un certo punto della mia vita, in una situazione del genere, VOGLIO poter scegliere. Magari, se e quando sarà il momento non avrò il coraggio, o non sentirò la necessità di porre fine anticipatamente, alla mia vita. Oppure cercherò di resistere fino allo stremo per far soffrire il meno possibile chi mi sta vicino, o non sentirò ancora arrivato il mio momento. Non posso sapere come sarà. Ma quando sarà, se sarà una situazione come quella descritta poc’anzi, voglio decidere io della mia vita.

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14 thoughts on “Libertà di scelta

  1. sguardiepercorsi ha detto:

    sono assolutamente d’accordo con te, e ho firmato il firmabile… Nei nostri ospedali, poi, si muore male ancora troppo spesso. Anch’io vorrei essere libera di scegliere, e sono molto arrabbiata per come la questione del fine vita viene portata avanti in Italia, cure palliative comprese. Perché entrambe le possibilità dovrebbero essere offerte. Ci lavoro, nelle cure palliative, e vedo quanto bisogno ci sarebbe di ampliare questi servizi, di avere più risorse per gestirli. Buoni percorsi di accompagnamento riducono la richiesta di eutanasia, ma ognuno dovrebbe poter essere libero di vivere e di morire come meglio crede.

    • Nuzk ha detto:

      Quello che non riesco a capire e che non accetto è che qualcuno ti dica come non devi fare, che non ci sia la possibilità di una scelta e che qualcuno decida per te come e quanto farti vivere in situazioni come quella descritta. E tu ti dovresti adeguare. E magari non hai più la forza o il modo di fare diversamente.

  2. Maurizio Vagnozzi ha detto:

    Anche io VOGLIO scegliere ….

  3. leparoledinessuno ha detto:

    Condivido anche se sono scelte estreme che mettono in discussione gli stessi stretti legami tra le persone care attorno alla persona che decide questo percorso.
    Come sempre, anche questa scelta è vincolata da mille problemi strettamente personali.
    Comunque rimane fuori di dubbio la possibilità di scegliere e di farlo e nessuno dovrebbe impedirlo,

    • Nuzk ha detto:

      Infatti, secondo me, il problema è proprio nel non poter scegliere. Nessuno ha il diritto di decidere per te sulla tua vita in funzione di non si sa che cosa poi. Il suo credo? Il suo vincolo medico? Leggi dello stato legate ad una religione che magari neppure ti appartiene? La tua vita è tua e sei tu che hai il diritto ma anche la responsabilità di scegliere cosa farne. E forse è proprio la paura di prendersi la responsabilità che a volte ci fa preferire che sia qualcun altro a scegliere per noi.

  4. accantoalcamino ha detto:

    E’ il mio pensiero da sempre, è la qualità della nostra vita che ci da dignità e soltanto noi possiamo conoscerla e decidere poi cosa fare … Buona giornata ❤

  5. ogginientedinuovo ha detto:

    Poter scegliere, sempre. Ma in questo Paese cattolico che vuole tenacemente anche uno Stato cattolico, la scelta non viene contemplata.
    Persino la morfina che allevia il dolore fisico senza senso è stata osteggiata per troppo tempo!
    Voglio poter scegliere, anch’io.

    • Nuzk ha detto:

      Poter scegliere una cosa come questa ti dà forza e potere. Ti rende l’unico responsabile della cosa più preziosa che hai, la tua vita. E ti mette in condizione di pensare con la tua testa e da quei pensieri innescare delle azioni. E questo, per chi governa è scomodo…. 😉

  6. willyco ha detto:

    E’ giusto quanto dici e se pensi bene, neppure contraddittorio con questo stato che non difende le persone nella vita quotidiana, nel lavoro, nel benessere, lasciando alla loro libertà la possibilità di progredire, essere colti, diventare altro da sé. Uno stato e una ideologia religiosa che impone, dopo non essersi preso cura della felicità, la gestione della sofferenza.

    • Nuzk ha detto:

      L’ideologia religiosa di questo stato non mi appartiene, così come non mi appartengono le altre. Mi sono chiesta spesso il motivo, ma di fatto, non sento la necessità di provare un senso di appartenenza nei confronti di una qualche religione. Diverso è per la religiosità, che credo esista in ognuno di noi. Al momento della morte, puoi avere vicino qualcuno a confortarti, ma di fatto sei solo e muori solo. Nel senso che sei tu a morire e nessuno può sostituirsi a te. Ed è proprio in virtù di questo che, in una situazione come quella descritta nel post, credo fermamente che tu sia l’unico ad avere il diritto e la responsabilità di scegliere se e quando interrompere la tua vita, anticipandone la trasformazione in quello che seguirà.

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