Rose

Non è insolito che a fine ottobre ci siano ancora delle rose in fiore. Certo, le fioriture sono più contenute, ma anche in annate meno inquiete di questa, in giardino le fioriture riuscivano a dilungarsi fino ad autunno inoltrato.

Stamattina mi sono fermata ad osservare alcuni fiori su una pianta di rosa che cresce in giardino. Quando l’ho comprata, mi avevano detto che avrebbe fiorito una sola volta in primavera…quest’anno è ormai alla terza…

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Colori d’autunno

L’autunno mi attrae per i colori intensi delle foglie che con i loro rossi, gialli e arancio trasformano, per qualche settimana, il paesaggio. In pochi giorni, dalle svariate sfumature di verde, si passa a intense macchie di colori caldi, che ti permettono di “leggere il territorio” in funzione degli alberi che vi crescono. Così si distinguono i filari dei vigneti, con le uve bianche e rosse ognuna con i suoi tipici colori delle foglie. Oppure i frutteti coltivati a peschi, albicocchi o ciliegi con le loro sfumature caratteristiche.

 

Ma per me i colori dell’autunno non sono solo questi. Le ore di luce ormai sono calate e molti colori assumono quei toni un po’ malinconici. Gli alberi iniziano a perdere le foglie e diventano evidenti i loro frutti che, illuminati dal sole, si svelano allo sguardo.

E nel sottobosco ancora qualche fiore resiste, spiccando con il suo colore candido, tra i rovi e i rami piegati e spezzati dall’ultima piena del fiume.

Tamerici

Stavo guidando con molta tranquillità lungo la strada che, scendendo dalla valle, passa in mezzo ai frutteti. Visto il terreno argilloso che rende i versanti instabili, spesso lungo i campi vengono piantati gruppi di tamerici per aiutare, con le loro radici fitte, a tratenere la terra.

Da lontano ho visto un cespuglio formato da alcuni giovani rami di tamerice a lato della strada. Passandogli accanto, i rami, complici i raggi del sole e minutissime goccioline di rugiada, si sono illuminati, trasformandosi in preziosi pizzi che non ho potuto non fermarmi a fotografare….

Sangiovese

Finalmente venerdì e una splendida giornata di sole. Finalmente le 17,00 e l’agognata uscita dall’ufficio che questa settimana è stato particolarmente appiccicoso, denso e asfittico.

Già uscire e sapere che ho davanti il fine settimana, mi fa guardare quello che mi circonda in modo diverso, più rilassato, con maggiore attenzione e gustandolo, senza il senso di fretta che caratterizza le altre giornate.

Mentre mi dirigo verso casa, mi ricordo di una foglia di vite di Sangiovese, in controluce, che ho intravvisto due sere fa e che non ho avuto la prontezza di fermarmi a fotografare. L’orario è più o meno lo stesso e decido di fermarmi.

Ritrovo la foglia ma poi scopro che quelle che dalla strada, sembravano foglie di un triste marrone, in realtà sono di un intenso rosso cupo e illuminate dal sole, acquistano corpo, forma e una luminosità che mi sorprende in quanto inaspettata.

Inizia bene il week end che dedicherò alle foto. Domani sull’Appennino e domenica a spasso per vigneti…

Prima dell’alba

Ormai le giornate si sono accorciate irrimediabilmente e anche se l’orario è slittato di un’ora, l’uscita per la passeggiata precede di una ventina di minuti il sorgere del sole. La luce è debole, ma basta ad illuminare approssimativamente il camino. E comunque offre spunti per un’altra fotografia…. Buon risveglio e buona giornata a tutti

Nidi

Sono venuta ad abitare in questa casa nel gennaio 2010. E’ stato uno degli inverni più freddi da quando sono qui, ma a sentire chi ci abita da sempre, era già da un po’ che non faceva così freddo.

Una delle prime cose che ho fatto è stato pensare agli uccellini che vedevo svolazzare attorno a casa. Con la neve e il freddo, di cibo ne trovavano poco. Allora ho costruito una mangiatoia dove spargere i semi e lecornie varie in modo che riuscissero a passare l’inverno senza patire troppo.

Il primo anno non ci sono stati problemi. Poi con l’arrivo dei primi mici, gli uccellini hanno dovuto stare un po’ più attenti a dove si fermavano, per evitare gli agguati. Per aiutarli un po’, ho spostato le ciotole con i semi sulla finestra del primo piano lasciando da parte la mangiatoia.

Per abituarli a stare attorno a casa anche durante la bella stagione, ho comprato due cassette nido che in primavera ho posizionato in cima alle pareti rivolte a nord. Cinciarelle (Parus caeruleus) e cinciallegre (Parus major) hanno fatto subito il nido al loro interno e da quella volta ogni anno fanno 2 covate. Questi uccellini sono insettivori e quando le 5/6 uova deposte normalmente si schiudono, i genitori passano la giornata a setacciare i dintorni alla ricerca di bruchi e altri insetti, con grande giovamento per tutti i miei fiori e per l’orto.

Domenica, come ogni autunno, ho svuotato e pulito le cassette nido. E’ incredibile vedere come i genitori preparino il fondo del nido per accogliere le uova. Alla base sistemano sottili rametti per creare un sostegno e poi li coprono con un bello strato di muschio, piume e peli. Prima della seconda covata aggiungono un altro strato su quello preesistente così che alla fine della stagione, nella casetta, rimane lo spesso e soffice cuscino che ha accolto tutti i piccoli nati.

Mi dispiace toglierlo ma questo eviterà la prossima primavera, la presenza di insetti e parassiti nel nido. Prima di richiudere la porticina ho lasciato alcuni rametti di timo e qualche goccia di tea tree come disinfettanti nella speranza di far ritrovare le casette nelle migliori condizioni per le prossime covate.