Creatività

Fin da piccola mi è sempre sembrato naturale creare, costruire, realizzare le cose. Passavo le ore a giocare con i lego, il pongo, a trasformare gli scatoloni di cartone, in casette per le innumerevoli generazioni di gatti che sono passate da casa.

D’altronde in casa ho sempre visto creare quello che serviva, più che correre a comprarlo, se solo lo si sapeva fare. Forse perchè i nonni, i miei genitori e gli zii in un modo o nell’altro la guerra l’avevano vissuta in prima persona e in quei frangenti nulla viene sprecato, ogni cosa prima di buttarla si prova a ripararla e se si ha un po’ di manualità, le cose si costruiscono con i materiali di recupero raccattati in cantina o in fondo a qualche armadio.

Fatto stà che anch’io, quando potevo, progettavo e realizzavo quello che mi serviva. Così alle superiori, approfittando del negozio di artigianato di mia mamma, le “rubavo” il cuoio per costruirmi, dopo attento studio sulle caratteristiche necessarie, portapenne, copriquaderni, borse, zainetti. In questo, l’aver frequentato come scuola superiore l’Istituto d’Arte, indubbiamente è servito.

Oddìo, a dire il vero, alla fine della terza media, dopo attenta analisi delle scuole superiori a disposizione e la debita scrematura di quelle che per un motivo o per l’altro non mi andavano bene, sono arrivata da mia mamma e serenamente le ho detto: “Ho deciso! Vado al nautico e farò l’ufficiale di sala macchine”. Al suo “Scordatelo!” ho giocato la seconda opzione “Istituto d’Arte” che è stata approvata.

Sono stati gli anni di scuola più belli e che ancora ricordo con nostalgia. Credo che si sia fogiata lì, questa mia continua mania di progettare e poi cercare di realizzare il progetto. Lo facevo a scuola, partendo dalle bozze e disegni iniziali per arrivare alla realizzazione in laboratorio di quanto progettato; lo faccio tutt’ora mentre in casa o fuori penso a cosa mi serve e di conseguenza a come realizzarlo.

Già perchè quando ho bisogno di qualcosa, naturalmente la mia testa inizia a progettarlo. Non è una cosa immediata ma è qualcosa che giorno dopo giorno prende forma, finchè non scatta qualcosa e d’improvviso ho l’immagine di come sarà, una volta finito. A quel punto inizio il progetto: carta millimetrata, matita, gomma, squadretto e metro. E’ così che ho realizzato alcune legnaie, i cassoni per l’orto, la cabina armadio, il letto, le librerie, l’armadio diversamente orientato, il comodino che in realtà è un porta piante ingombro di orchidee…

E se dovessi fare la lista di quello che mi frulla in testa da costruire, credo che riempirei un altro quaderno.

Mi sono chiesta il perchè di questo continuo progettare e a parte la soddisfazione di vedere qualcosa realizzato da me, c’è quello strano entrarsi dentro. Quando inizio a costruire qualcosa, sia esso un piccolo arazzo fatto di lane, conchiglie e legnetti o un armadio, dentro di me si fa spazio il silenzio. Tutto quel continuo chiacchiericcio che fa la mia mente si placa e rimaniamo soltanto io e il lavoro che sto facendo. E allora ogni movimento, che sia l’ago che si muove tra i fili dell’ordito per creare la trama o il seghetto alternativo che scorre nel legno per ritagliare le sagome, diventa l’unica cosa che c’è in quell’istante, inseme alle mani che si muovono per costruire. C’è la percezione di ogni singola parte del corpo, il respiro, lo sforzo per spostare il legno e l’oggetto che pian piano prende forma. E c’è il piacere per quello che sto facendo.

Forse non c’è un perchè. Forse è semplicemente parte di me.

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15 thoughts on “Creatività

  1. Rosita ha detto:

    Anch’io sono appasionata a creare, riciclare qualsiasi cosa con assicelle, legnetti quello che mi ispirano sul momento.

  2. accantoalcamino ha detto:

    Splendido, tuttto: buona notte.

  3. Maurizio Vagnozzi ha detto:

    Invidio la tua creativitá e la tua capacitá ….

    • Nuzk ha detto:

      In realtà non ci sono grandi capacità…quando mi viene in mente qualcosa inizio a cercare in internet informazioni su materiali e uso di questi e tempesto di domande il mio collega per le cose che NON si devono fare. Poi inizio a progettare e improvviso la realizzazione. Sul lungo periodo mi accorgo che la prima cosa che ho fatto in casa (piastrellare la cucina in muratura) che quella volta mi è sembrato difficile, ora lo rifarei senza problemi ed evitando errori che a suo tempo ho fatto. Si tratta solo di mettere le cose in fila…

      • Maurizio Vagnozzi ha detto:

        si … si tratta solo di mettere le cose (task/processes) in fila (prioritize), su file parallele (parallel multi tasking), ed evitare che si scontrino (monitor critical milestones and interdipendencies), creando qualcosa di bello ed economicamente sostenibile (affordability and usability test) .. alla fine faccio anche io lo stesso tipo di bricolage 🙂

        scherzi a parte, complimenti per quello che riesci a fare!

      • Nuzk ha detto:

        Era esattamente quello che intendevo. Ognuno di noi applica questo processo a quello che fa tutti i giorni. L’importante è scegliere qualcosa che ti viene bene… 🙂

  4. ogginientedinuovo ha detto:

    Che bel post, Nuzk!
    Creare qualcosa, dal nulla, dà una grandissima soddisfazione 🙂 Inoltre, come dici tu, lavorando con le mani il chiacchiericcio mentale si placa e ci si rilassa davvero!
    A questo punto però la curiosità mi divora: un armadio diversamente orientato?! Ci vorrebbe una foto…

  5. cucinaincontroluce ha detto:

    Mi trovi perfettamente concorde con il tuo pensiero perché vengo da una famiglia che la guerra l’ha vissuta in prima persona e quindi ha sempre cercato di autoprodurre tutto, senza spreco alcuno, memori della fame patita; a ciò si è aggiunta la genialità di due genitori in grado di inventarsi la vita giorno dopo giorno. La mia fantasia sicuramente aiuta e la manualità non mi ha mai abbandonata e se posso creare qualcosa dal nulla ben venga poiché alla fine la soddisfazione che se ne trae è impagabile anche se, detto tra noi, ultimamente riciclo creativamente anche perché non è che proprio arrivi a fine mese molto sciolta ed è un compromesso continuo, tuttavia trovo che anche ciò abbia affinato non poco le capacità nascoste di molti di noi!
    Il tuo lavoro è assolutamente delizioso e sfido chiunque ad abbellire il proprio nido in maniera così calda e personale con un oggetto acquistato….
    Un caro saluto,
    Tatiana

    • Nuzk ha detto:

      Ciao Tatiana, in effetti le cose che uno crea sono pensate ad hoc per il posto che andranno ad occupare. Se avessi dovuto comprare il soppalchino che ho progettato e costruito, probabilmente l’unica alternativa sarebbe stata quella di farlo fare su misura come volevo io. Molto spesso trovo le cose in vendita fredde, per i prezzi che potrei spendere io. E poi, se anche dovessi perdere tutto, nessuno mi potrebbe togliere quello che questa casa, nel suo lasciarsi costruire, mi ha insegnato. E per questo, a prescindere dalle strade che prenderà la mia vita, sarò sempre grata a questo luogo. Buona serata e grazie per la visita 🙂

  6. phlomis68 ha detto:

    che bello e come hai descritto bene ciò che avviene nel momento della creazione ! Legnetti e conchiglie, sì !!!

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