Ricorrenze

2b

Forse per aver avuto alle superiori una prof di geografia astronomica spettacolare o forse per questo mio viscerale bisogno di natura, ho sempre trovato piacevole l’appuntamento con determinate ricorrenze. Le vivo come una sorta di “ritmo della Terra” con il quale entrare in empatia.

Questa notte sarà una di quelle ricorrenze: l’equinozio d’autunno.

Umidità

Stamattina ho poltrito un po’ più del solito. Stanotte ci sono stati dei temporali e pioggia che mi hanno tenuta sveglia, così ho ritardato la passeggiata mattutina lungo il fiume….

Quando ho deciso che era ora di uscire, ho guardato il fondo valle fuori dalla finestra e ho pensato…la passeggiata….ma và che con l’umido che c’è oggi, anche no!

3b

Dopo poche ore, come in tutte le piene, il livello dell’acqua è calato permettendo di iniziare a vedere e valutare i danni.

Ospiti consueti crescono

Ormai le giornate si stanno accorciando e al mattino, il sole sorge sempre più tardi. Svegliarsi, alzarsi e scendere in cucina con il buio che stenta a lasciar posto all’alba, diventa più faticoso.

Poi però, arriva il momento della passeggiata. Il chiarore del sole che sorge, illumina il cielo, le nuvole e poi le colline.

 

Bacche e foglie iniziano a vestire l’abito autunnale, con colori caldi, rossi, arancio, gialli che incominciano a rincorrersi lungo le siepi.

 

La sera, di ritorno dal lavoro, mi siedo sul gradino, con la tazza di tisana in mano. Osservo i caprioli attraversare il prato per arrivare nel campo sopra casa a brucare un pò di erba medica, prima di ritirarsi nel boschettino, poco più su, a dormire.

La famiglia è cresciuta e due giovani caprioli nati in primavera, seguono da vicino la femmina.

Alla sera, prima di andare a dormire, chiudo le imposte della porta finestra. Qualcosa saltella sotto il portico. E’ un rospo smeraldino…bellissimo con quelle macchie verdone che, nell’erba, lo rendono mimetico. Il cane si avvicina, lo spintona col naso e inzia a soffiare e sputacchiare. Per difesa, i rospi emettono un liquido irritante. Nulla di pericoloso ma la prossima volta, il rospo, potrà attraversare il portico in tutta tranquillità. Il cane troverà senz’altro qualcosa di meglio a cui dare attenzione….

 

Normalità

Assaporare, per alcune ore, uno squarcio di vita che per molti è normale.

Accorgermi, d’un tratto, che la mia normalità di vita è diversa perchè nell’altra non riesco più a crederci.

Esco a respirare. Finalmente una giornata di sole.

Daniza, l’orsa che viveva nel paese sbagliato

Chissà se riusciremo mai ad imparare il rispetto per quello che ci circonda invece di dare per scontato che ci appartiene tutto e che abbiamo il diritto di prendere, spostare, modificare e distruggere a nostro piacimento senza porci veramente il problema delle conseguenze di tutto ciò. Ribloggo questo post perchè lo sento una giusta considerazione a quanto è successo.

L'alternativa nomade

L’orsa Daniza arrivò in Trentino il 18 maggio del 2000. Si trattava di una femmina di 4 anni prelevata insieme ad altri quattro orsi (Kirka, Masun, Jose e Irma) nella riserva slovena di Kocevje per rinforzare la popolazione italiana. – Foto: Archivio Giunta Provinciale di Trento

Parecchi anni fa, negli uffici romani del Wwf circolava questo aneddoto. Durante un ricevimento che seguiva una dotta conferenza, una signora ingioiellata si avvicinò a un celebre naturalista francese e gli chiese: “Ma in fondo, professore, a cosa serve una lince?”. Lui la osservò pensieroso e con calma rispose: “A niente, signora. Proprio come Mozart”.

Anche Daniza, in fondo, non serviva a nulla. (continua…) Daniza, l’orsa che viveva nel paese sbagliato.

View original post

Domande

In questo luogo un po’ sperso dove ho scelto di abitare, oltre a pochi intimi muniti di coordinate, sono riusciti ad arrivarci un po’ per caso, i Testimoni di Geova e due venditori di Folletto.

Ieri pomeriggio mentre ero intenta ad impastare il pandolce per il mattino, mi sono ritrovata davanti alla porta di casa, la ragazza che, insieme alla sua amica, mi aveva portato il nuovo libretto di Geova. I modi gentili e l’entusiasmo di chi cerca il modo di trasmetterti qualcosa in cui crede e che ritiene veramente importante,  mi porta a dedicarle volentieri un po’ di tempo quando passa da qui.

La ascolto, la osservo e mentre lei cerca di esprimere quello che sente e che la coinvolge, mi trovo a riflettere sulla sensazione che si sta facendo spazio dentro di me.

Credo che ognuno di noi, prima o poi si trovi a ragionare sui motivi della vita e della morte, sul senso delle cose, sulla continuità o sull’esistenza di qualcosa dopo.

Qualche anno fa, per me era diventata una cosa fondamentale trovare delle risposte e delle motivazioni che potessero avere un senso. Non poteva essere un atto di fede per qualcosa che mi veniva detto da altri e che io non sentivo come parte di me, che non sentivo come qualcosa che mi risuonasse dentro. E anche in quel caso, un po’ come per i miei mobili, ho iniziato a pensarci e a pormi la domanda.

Credo che qualsiasi cosa ci accada, a scavare in profondità, si riesca a trovare l’istante in cui ha avuto inizio. Per me di solito è un pensiero, quasi un’ombra inosservata ma che lascia una piccola impronta, un’impressione. E poi un po’ per volta quest’impronta diventa più chiara e profonda, man mano che il pensiero si definisce uscendo da quell’ombra. E può essere una cosa automatica che alimentiamo quotidianamente senza quasi rendercene conto, oppure una cosa creata coscientemente per cercare di andare in una direzione precisa.

Qualche anno fa avevo bisogno di quella risposta e così ho iniziato a pormi la domanda. Sarà forse un caso, ma quando inizio a pormi una domanda, arrivano libri, incontri, emozioni, imprevisti che un po’ alla volta, con il giusto tempo, costruiscono la risposta. E’ come giocare con i Lego, mattoncino  dopo mattoncino si forma la casa.

E mentre osservavo la ragazza che mi raccontava degli articoli del libretto, pensavo al percorso che quella domanda mi aveva portato a seguire e alle risposte che mi aveva permesso di incontrare e costruire.