Thomisidae

Fin da piccola ho sempre abitato in campagna. Passavo ore a giocare da sola o con gli amici, in giardino e in bosco. Questo ha fatto sì che non abbia mai temuto gli animali selvatici grandi o piccoli che fossero. E questo vale anche per gli insetti, anfibi, rettili e simili. Ogni tanto rimango affascinata ad osservare i loro comportamenti.

Thomisus sp. su fiore di ginestra

Anni fa, sono rimasta colpita da alcuni piccoli ragni della famiglia dei Thomisidae, dopo averne incontrato uno che aveva appena catturato la sua preda. In genere siamo abituati a collegare i ragni alle ragnatele ma non tutti i ragni cacciano le loro prede utilizzando le ragnatele. E i Thomisidi sono tra questi. Attendono le loro prede mimetizzandosi sui fiori e quando l’insetto si posa alla ricerca di nettare, con uno scatto, lo bloccano con le prime due zampe (ne hanno 8) che sono particolarmente lunghe.

Heriaeus graminicola in attesa della preda nella foto a sinistra. Nella foto a destra dopo aver appena catturato una piccola ape.

Altra caratteristica di alcuni ragni di questa famiglia è la capacità di cambiare lentamente colore, assumendo quello del fiore sul quale stanno predando. Le colorazioni possono variare dal bianco al rosa al giallo.

Thomisus onustus su una rosa

Questi ragni sono innocui per l’uomo.

Thomisus onustus su fiore di surfinia

Viola

Dietro casa c’è un campo seminato ad erba medica che in questi giorni è in piena fioritura. Mi sono fermata a guardare le innumerevoli sfumature di bianco, viola, lilla, rosa, bordeaux… che caratterizzano i minuti fiorellini di queste piante.

Lo so, a me basta poco per perdermi tra fiori, colori, profumi…

Raramente ci si ferma ad osservare queste fioriture non particolarmente appariscenti, meno nobili rispetto a girasoli e papaveri che forzosamente attraggono i nostri sguardi con i loro forti contrasti.

Mentre scattavo le foto il delicato profumo di questa leguminosa mi avvolgeva ad ondate, ogni volta che una leggera brezza faceva dondolare ritmicamente gli steli più alti.

E mi è capitato di incontrare anche i variegati abitanti che popolano il prato. Mi sono lasciata affascinare dai ragni Thomisidi in attesa delle prede su alcuni fiori. Non costruiscono la tela ma aspettano che qualche incauto insetto si posi in cerca di nettare. Appena il malcapitato arriva a “tiro di zampe”, viene catturato inesorabilmente.

E così anche l’erba medica, in questi giorni, ha saputo come farsi notare…

Archetipi

Ci sono delle volte in cui istintivamente mi dirigo in un luogo perchè sento che lì c’è qualcosa da vedere, sentire, imparare. Non è una scelta razionale o qualcosa che programmo. E’ un seguire quella vocina dentro. E non so cosa incontrerò finchè non me lo ritrovo innanzi.

Di recente mi è capitato alcune volte di seguire quella vocina e mi sono trovata davanti ad immagini, archetipi, che a prescindere dall’avere fede o meno, mi hanno trasmesso un gran senso di serenità.

Ospiti consueti

E’ pomeriggio, il tempo è cupo, è piovuto un bel po’ e nell’aria c’è una nebbiolina sottile che limita la vista delle colline in fondo alla valle. Il termometro fuori continua a segnare 15 gradi giusto per ricordarmi che siamo prossimi al solstizio d’estate.

Con la tazza di tisana calda in mano mi avvicino alla porta finestra e guardo fuori. Nel prato seminato a erba medica, a pochi metri dal mio orto, c’è una femmina di capriolo che sta serenamente brucando. C’è una piccolissima accozzaglia di piante inselvatichite nel centro del campo attorno ad un masso e lì si radunano i caprioli. Questa femmina vive tra quel piccolo boschettino e il campo e attraversa quotidianamente il mio giardino. Non è impaurita dai miei movimenti e riesco ad arrivare ai cassoni dell’orto per farle alcune foto.

Riprendo la tazza di tisana e mi guardo attorno. Annuso l’aria respirando il profumo delle ginestre in fiore. Mi sento fortunata per poter vivere in un posto così.

2. Ma perchè?!

Ci sono dei giorni che nascono così. Senza un perchè, si infilano avvenimenti che ne caratterizzano l’andamento.

Oggi è la giornata dei “Ma perchè?!”

Girovagando in rete mi sono imbattuta in una foto:

Quando ho letto che questa costruzione si trova in Toscana, sono andata immediatamente a cercare informazioni per la visita. Ma perchè?!

Così scopro che….

Si tratta di un parco con annessa villa, privati e che: “Meno di due minuti per esaurire i 250 posti disponibili per le visite guidate gratuite al Castello di Sammezzano, in occasione dell’apertura del prossimo 4 maggio.” (http://valdarnopost.it/news/apre-alle-visite-il-castello-di-sammezzano-esauriti-in-due-minuti-tutti-i-posti-oltre-300-le-prenotazioni)

Qui il sito ufficiale http://www.sammezzano.org/index.html Le visite al castello sono ad opera di volontari che ovviamente fanno quello che riescono. Ed è comunque già molto.

Se un luogo del genere fosse stato costruito in Francia, Austria, Inghilterra, Spagna…. insomma non qui, sarebbe stato valorizzato da mò permettendo a molti di ammirare la costruzione e l’annesso parco. Ma per l’ennesima volta siamo in Italia….

La prossima vita dò le coordinate di Orione….