Strutture invisibili

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Questo è uno dei periodi che più preferisco, assieme all’autunno, per le passeggiate mattutine. L’aria è tiepida, in questi giorni quasi un po’ freddina alle sei quando esco e colori e profumi fanno a gara per sorprendere.

Stamattina mentre osservavo e fotografavo, mi hanno accompagnata lungo tutto il percorso le note flautate dei richiami dei rigogoli e quelle più articolate del canto degli usignoli. Sono entrambi uccelli migratori arrivati da poco dall’Africa per la riproduzione. Ai loro richiami si aggiungevano di volta in volta quelli di altri uccelli stanziali, in un concerto mattutino di tutto rispetto in cui nessuno prevaricava sull’altro, ma si faceva comunque riconoscere.

Lungo il tragitto consueto, mi sono lasciata avvolgere dai profumi delle acacie e delle ginestre in fiore, che si alternavano a quelli dei frassini e dei sambuchi.

Il mio sguardo invece era catturato dalla miriade di piumini di lanugine bianca, liberati dai pioppi per trasportare lontano con il vento i loro semi. A guardarli controluce sembrava nevicasse!

 

Una volta a casa, bevendo il caffè seduta sul gradino davanti alla porta, ho rivisto la struttura che si era creata dentro di me lungo il percorso. Un insieme fatto di suoni, profumi, respiri, sensazioni a fior di pelle,  luci, controluci e colori.

Mi piacciono le passeggiate di primo mattino.

Il giusto tempo

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Spesso mi è difficile conciliare le mie aspettative, con i miei bisogni e le dinamiche che questi in automatico innescano, il giudizio rispetto a questo e la libertà dell’altro. E quando la paura spinge in modo sottile su queste dinamiche, straparlo invece di fare un respiro profondo e lasciar passare il giusto tempo. Ecco, oggi è uno di quei giorni in cui ho straparlato. E poi quando ci ripenso, dentro mi si rivolta tutto sottosopra.

Detto ciò, credo che mi darò al decespugliatore e al taglio dell’erba. La stanchezza fisica è il miglior rimedio alle paranoie mentali!

Stropicciati

Sono abituata a vedere i papaveri in piena fioritura, con i loro petali stesi a cingere gli stami scuri al centro del fiore. Mi è capitato spesso di fotografarli con il loro bel rosso, a dare intense note di colore al verde del grano o dell’erba.

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Quei petali, quando al mattino di buon’ora si schiudono, a guardarli sono tutti stropicciati, pieni di piegoline che, con il passare delle ore spariranno, per lasciare posto al fiore che ho così spesso fotografato.

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Giochi di luce

Irrimediabilmente, quando il sole illumina i petali dei fiori, i giochi di luce che si creano attraggono la mia attenzione. Mi affascinano la delicatezza e la perfezione dei colori e delle forme.

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Fissare in qualche modo l’immagine allora, diventa quasi una necessità, nella speranza di riuscire a trasmettere ad altri, la stessa emozione generata in me da quello che vedo.

 

Peonia

 

Basilica del Santo

E’ bella Padova. Una città da girare a piedi, con calma, lasciandosi sorprendere di volta in volta da quello che ci troviamo davanti. Tra le costruzioni che più mi sono piaciute c’è la chiesa dedicata a S. Antonio, chiamata semplicemente la Chiesa del Santo. Un miscuglio di stili con delle bellissime cupole in stile bizantino e due campanili in stile quasi moresco.

Arum

Si susseguono le fioriture e il sole del mattino crea dei giochi di luce ai quali non riesco a resistere. Questa spata di Arum italicum illuminata dai primi raggi è “l’incontro” di questa mattina davanti casa.

Clima balzano…

In questi giorni il clima è un po’ balzano, si prodiga per non farci annoiare con la monotonia della stabilità. Stamattina quando sono uscita per andare al lavoro i pomodori da poco trapiantati “belavano” dal freddo…ma il panorama della vallata tra cupe nuvole e raggi di sole era veramente uno spettacolo.