Calura

Stamattina arrivata a casa di ritorno dalla passeggiata, mi sono trovata davanti un sole che d’un balzo mi ha proiettata nella calura estiva. Per quanto fosse già abbondantemente oltre la collina la sua luce non riusciva ad abbagliare ma era smorzata da una coltre di umidità che lo delineava nettamente come accade di primo mattino nelle giornate estive. Quelle giornate che ti svegli e guardando fuori senti già il torrido che ti avvolge facendoti sudare. L’ho guardato intensamente, infilzato lì in quei tre rami che sembrava non si sarebbe più mosso e poi mi sono goduta la frescura del mese di marzo, ormai alla fine. Per l’estate c’è ancora tempo…

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Acero in fiore

Acer negundo

Crea una strana confusione trovarsi davanti la fioritura di quest’acero. Stamattina mi sono soffermata a guardarlo per un po’. C’era una leggera brezza che muoveva i sottilissimi fili che portano gli stami. Il sole, sorto da poco da dietro la collina, li illuminava e sembravano tanti capelli d’oro animati da una sincronia nascosta.

Relax

Week end all’insegna del relax, dopo una settimana piuttosto intensa. Ignorerò di proposito le 1000 cose da fare fuori e dentro casa dando la precedenza a quello che avrò voglia di fare più che a quello che c’è da fare. Ci riuscirò? Mah…

Intanto stamattina passeggiata tranquilla assaporando colori, profumi, luci, chiaroscuri….

I giochi di luci e ombre del sole sulle increspature dell’acqua del fiume…..

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L’inizio della campagna scavi 2014….

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La profusione di fiori negli arbusti che crescono lungo il sentiero…Il profumo di nettare emanato da questo cespuglio di Prunus selvatico era dolcissimo. Mi dispiace di non poter postare anche quello…

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La fioritura di anemoni smossi dal vento lungo la strada di casa….

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La fioritura dei prugni. Da lontano il manto bianco che ricopriva una parte della collina mi ha attratta e sono andata a curiosare nel campo. Anche qui un gran profumo di nettare ma molto diverso da quello del cugino spontaneo. Questo nettare è più delicato, quasi smorzato, ma alle api piace comunque. Oltre al suono del vento si sentiva come sottofondo costante, il ronzio delle api che a decine di centinaia stavano bottinando sui fiori. Il bianco dei fiori si confondeva con le nubi altrettanto bianche oppure si stagliava netto contro l’azzurro del cielo.

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Mentre visti dall’alto, i fiori dei prugni si confondevano con il bianco delle margheritine che tappezzavano i prati.

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Conchiglie, legnetti & Co.

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Ho bisogno di piccoli oggetti per realizzare un progetto e il primo luogo che mi è venuto in mente dove andarli a cercare è la spiaggia. In questo periodo ho bisogno di mare, non del mare estivo fatto di sole e bagni ma di quello primaverile fatto di lunghe passeggiate sul bagnasciuga nel sole tiepido. Forse per questo ho pensato alla spiaggia. Così oggi tutte al mare!

In mente avevo un’elenco di cose da raccogliere: conchiglie di varie forme e colori, legnetti (trovati di bellissimi tutti levigati dal mare in forme strane), sassolini e vetri colorati.

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Arrivata in spiaggia abbiamo iniziato a pascolare, io tra legnetti e conchiglie, i cani sulla sabbia e bordo acqua. Tante conchiglie, tanti legnetti ma di sassolini e vetri neanche l’ombra. Sassolini ci può stare. Sulle spiagge di sabbia è difficile trovarne. Ma i vetrini ci ho pensato solo dopo al perchè… Sono abituata a Trieste, a raccoglierne a manciate, scegliendo i colori tra il verde, l’azzurro, il bruno e quelli trasparenti a seconda della bottiglia che li ha originati. A Trieste le spiagge sono sassose…le bottiglie si rompono quando si gettano sugli scogli.

Sulla sabbia le bottiglie rotolano e non si rompono… niente vetrini in spiaggia oggi.

Spaziotempo

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Mentre andavo al lavoro, dalla playlist hanno iniziato a diffondersi le note di una canzone che ascoltavo alcuni mesi fa. Quella musica si era associata ad un periodo e poi, senza un motivo preciso, ad una persona che mi ha cambiato la vita, che mi ha aiutata a scoprire e costruire dentro di me lo spazio per un nuovo punto di partenza.

Quando avvengono queste associazioni mi sembra quasi che il ritmo della vita in quel momento mi porti a scegliere un brano con ritmo simile, come a volere rafforzare l’energia in cui sto vivendo.

Ogni volta che ascolto quel brano è come fare un balzo spaziotemporale e mi ritrovo avvolta e immersa nella mia vita com’era a settembre. Non si tratta di ricordi o immagini definite. E’ come se ricordi, parole, risate, emozioni, sensazioni, si fondessero in un’unica impressione che le racchiude tutte contemporaneamente, trasformandole in una sorta di campo magnetico impalpabile e invisibile che mi avvolge proiettandomi indietro nello spazio e nel tempo.

E così, d’un tratto mi sono ritrovata nel ritmo di settembre, con quell’energia in corpo, con la sensazione della presenza di quella persona, con le risate, le riflessioni, l’affinità, il legame profondo e inspiegabile, l’allegria di quei giorni.

Immaginando di vedere la situazione dall’esterno, mentre la mia macchina viaggiava tranquillamente verso l’ufficio il 15 marzo 2014, nell’abitacolo stavo vivendo nel settembre 2013. Misteri dello spaziotempo!