Piccole emozioni quotidiane

Come tutte le mattine sono a fare la passeggiata. Pioviggina, l’aria è umida e una leggera nebbiolina pervade quel po’ di paesaggio che si riesce ad intravvedere. Le giornate sono ancora brevi e alle 6,30 del mattino l’unica luce è quella riflessa del paese vicino. I campi si intuiscono più che vedersi. Uno dei cani, imperterrito, continua a rincorrere e a riportare il frisbee nero che gli lancio da quando scende dalla macchina a quando, terminata la passeggiata, ci risale. L’altro invece trotterella in giro annusando l’aria alla ricerca della solita lepre che pascola tutte le mattine nel campo seminato a grano.

Dopo lo sterrato, lungo il quale i cani hanno minuziosamente attraversato una ad una tutte le pozzanghere, inzaccherandosi completamente, ci spostiamo sulla ciclabile per proseguire ancora un po’ la passeggiata. L’aria è ancora silenziosa, il traffico mattutino non è ancora iniziato e per quanto io sia relativamente vicina alla strada che attraversa la vallata, la quiete è predominante.

Cammino in questa silenziosa penombra quando un suono mi sorprende. Inizialmente timido, quasi si confonde con l’aria. Poi sempre più evidente, deciso, intenso: l’ululato di un lupo.

Mi fermo, chiudo gli occhi e ascolto, lascio che quel suono struggente mi avvolga e risvegli in me ricordi ed emozioni. Il lupo continua per alcuni minuti a lanciare il suo richiamo. Poi, lentamente, ritorna il silenzio.

Arrivata davanti a casa mi fermo e attendo. Spero di sentire ancora un ululato, ancora un segnale di un animale così schivo e misterioso. Ormai il ritmo quotidiano ha preso il sopravvento, alla quiete di poco prima si sono sostituiti i rumori delle macchine di chi si sta recando al lavoro. Il lupo ormai sarà chissà dove, ma nell’aria e nei campi che risalgono la collina rimane un po’ di quel mistero che quei pochi attimi hanno creato come per incanto.

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6 thoughts on “Piccole emozioni quotidiane

  1. Bellissima storia, hai fatto bene a raccontarla
    Posso chiedere in che zona ti È capitato?

  2. Maurizio Vagnozzi ha detto:

    Animale stupendo ….

  3. Nick ha detto:

    Credo che essere partecipi di certe manifestazioni della natura immersi in essa, sia un privilegio.
    Albe, tramonti, voci della natura che i suoi innamorati, sanno cercare, aspettare e vivere.
    Sensazioni da brividi che ci proiettano indietro nel tempo e ci fanno rivivere momenti vissuti dai nostri antenati in epoche antiche.
    La consapevolezza di tutto quello è natura, ci invita a goderne, ad andarle incontro, rispettandola e senza paure.
    Mi è capitato di scendere diverse volte a valle dopo una escursione in montagna, su itinerari conosciuti, nel buio con l’ausilio di una piccola lampada frontale.
    Qualcuno vedendomi mi ha chiesto se non avessi paura….
    Io ho sempre risposto: No, forse è più in città che bisogna averne.

    Nick

    • Nuzk ha detto:

      Sono d’accordo. Se in natura rispetti le semplici regole del buonsenso è probabile che tu sia molto meno a rischio rispetto al vivere in città. 🙂

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