Equilibri

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Ieri mattina stavo passeggiando con i cani e mentre osservavo quanto mi circondava, la mia attenzione è stata attratta da un tombino collocato nel mezzo di un prato. Senza un reale motivo l’ho fotografato e poi durante la giornata più volte mi è tornato in mente. Quel coperchio di ghisa sul quale la natura un po’ per volta sta avanzando, lentamente, con caparbia costanza, finchè non l’avrà ricoperto nascondendo le tracce del passaggio di chi, a suo tempo, l’aveva posizionato in quel luogo.

Non sto ad indagare quale contorto processo mentale mi abbia portato a ricordare i tempi dell’università, mentre ripensavo a quel tombino visto poche ore prima. Il professore di geografia fisica ripeteva incessantemente una frase, quando ci descriveva i fenomeni naturali che plasmano il paesaggio: “E’ solo questione di tempo.”

Certo, per nostra natura, i nostri ragionamenti mediamente considerano un arco di tempo che al massimo è quello di qualche generazione, cosa dicevano i nostri nonni, qualcuno arriva ai bisnonni, dimenticando che il tempo della geologia terrestre è ben più lungo ed implacabile. E’ tutta questione di leggi fisiche, semplici e lineari come la Natura. Ad ogni squilibrio del sistema vengono applicate forze per ricreare un nuovo equilibrio, il tutto in un ambiente dinamico. E il nuovo equilibrio che si genera non è certo funzionale all’uomo o agli altri esseri viventi ma è in linea con le leggi della fisica.

Ed è così che nel piccolo (di un prato con un tombino) quanto nel grande, anche gli squilibri provocati dai più o meno maldestri interventi dell’uomo, vengono riequilibrati secondo le leggi naturali. In questi giorni è sufficiente seguire le cronache su giornali e telegiornali per vedere come le piogge stano creando problemi un po’ ovunque in Italia e non è solo questione di eccezionalità degli eventi (che peraltro pare siano anch’essi causa dell’incauto agire dell’uomo) ma anche di non corretta gestione del territorio.

Senza poi addentrarci troppo sul fatto che quotidianamente con il nostro agire stiamo estinguendo specie animali e vegetali. Ed estinguere significa “mai più”, quella determinata specie non si ripresenterà mai più.

Ogni tanto credo che sarebbe bene rimettere un po’ le cose nella giusta prospettiva, ricordarsi che siamo su una sorta di granello di polvere, la Terra, che fa parte di un Sistema Solare orbitante un po’ ai margini della nostra galassia, la Via Lattea che altro non è che uno dei miliardi di galassie esistenti nell’universo, che dicono sia infinito…

Il nostro cervellino però non è strutturato per riuscire a comprendere appieno questo tipo di realtà men che meno il concetto di infinito.

Da questa prospettiva il solo fatto di esistere a me sembra un vero miracolo, visto quali minime variabili basterebbero per stravolgere tutto. Forse sarebbe ora di ridare un po’ di rispetto alla Natura.

Tutta retorica? Forse o forse no. Vi lascio con alcune immagini di questo nostro pianeta e una piccola considerazione: finito questo…non ne abbiamo un altro dove spostarci…opppsss!

P.S. mi scuso per la pubblicità nel video. Non so come toglierla, ammesso che si riesca. Se qualcuno di voi sa come fare e me lo segnala, lo ringrazio fin d’ora.

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2 thoughts on “Equilibri

  1. Nick ha detto:

    Calpestiamo e sfruttiamo il pianeta tutti i giorni in ogni suo angolo, non riuscendo ad averne una visione globale, ognuno limitandosi a prendere con modalità e strumenti diversi tutto quello che c’è da prendere.
    Fortunatamente qua e là, sotto la tutela di varie organizzazioni non a scopo di lucro, nel tempo sono sorti parchi naturali, oasi di protezione ed anche parchi marini, che stanno svolgendo in modo egregio il loro compito ma, non possiamo accontentarci solo di quello.
    Cosa fare allora ?
    Considerato che sulla terra ci sono abitanti di serie A e di serie B, credo che per un senso di doverosa riconoscenza, siano i primi a dover portare avanti un preciso progetto di rispetto della natura, utilizzo delle risorse in modo sostenibile, pianificazione e recupero (serio ed ecocompatibile) di ogni tipo di rifiuti civili ed industriali, in senso più ampio tracciare delle linee guida per una gestione di tutto quello che facciamo senza eccessivo impatto sulla natura ed i territori in cui viviamo.
    Poi visto che non possiamo pensare che i fumi, i vapori e le scorie dei prodotti di ogni genere che facciamo produrre altrove rimangano là …..
    dovremmo rivedere le modalità di cooperazione e sviluppo dei rapporti commerciali. Questo è il problema che pone millle aspetti di cui non ho competenza per effettuarne una giusta valutazione.
    Tornando con i piedi sulla nostra comunque bellissima penisola possiamo fare diverse cose.
    Impegniamoci con il buon esempio con le future generazioni, portiamoli nella natura, mare o montagna non importa, trasmettiamo il senso del rispetto per quei luoghi di cui anche altri devono godere, passiamo in quei luoghi senza lasciare traccia del nostro passaggio.
    La scuola dovrebbe essere in tal senso, una magnifica ribalta educativa ….anni addietro c’era una materia chiamata Educazione Civica, piccola oasi educativa in cui in maniera sobria si parlava di tutti gli annessi e connessi del vivere in comunità, dagli aspetti amministrativi a quelli politici, sociali ed educativi ….
    Dai forza, un mattone alla volta si potrebbe fare qualche cosa di bello e utile, con un impegno minimo di tutti.
    Retorica ? no, necessità assoluta di un cambio di rotta.
    ps
    Ci sarebbe da scrivere per ore….io per ora mi fermo qui.
    Ciao

    Nick

    • Nuzk ha detto:

      Ciao Nick, grazie per questa tua riflessione. In effetti come dici tu ci sarebbe da parlare per ore e poi, cosa più importante c’è tanto da fare. Ognuno nel suo piccolo può fare scelte quotidiane che diminuiscano l’impatto del nostro vivere. Comunque come hai scritto sarebbe necessario un deciso cambio di rotta. Buona domenica

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