Risveglio

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Un incontro casuale…forse. Parole scritte che inziano timidamente a fluire raccontando sprazzi di vita. Frequenze che iniziano a intersecarsi aprendo la porta ad una particolare empatia. Voci che si incontrano, scambiano idee, attimi di vita, sorrisi intuiti al di là del “filo”. Melodie che segnalano, incalzanti, l’arrivo di un nuovo messaggio che trepidamente si sbircia anche in momenti non proprio opportuni. Parole scritte, parlate, immaginate e poi tradotte, che iniziano a trasmettere pensieri prima e sensazioni ed emozioni poi, sfumando lentamente in un sentire fatto di brividi a fior di pelle, di viscere che si contraggono di corpi che fremono. Mani che si sfiorano ed esplorano i corpi, sentimenti che emergono con forza spalancando le porte ad una passione travolgente che ti proietta in uno spazio nuovo. Un luogo in cui spazio e tempo non esistono più. Corpi e anime che diventano un tutt’uno e null’altro. Il risveglio di un nuovo sentire.

Vivere

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Ci sono incontri che ti cambiano la vita. All’inizio magari non te ne accorgi, li vivi e basta. Poi, pian piano, è come se le barriere che tanto faticosamente hai costruito dentro di te, cadessero e tu vieni travolta dalle emozioni. La tua vita cambia e inizi a viverla totalmente, visceralmente, assaporandola giorno dopo giorno, in un crescendo di sentimenti che pervadono ogni tua cellula, ogni tuo pensiero, ogni tuo gesto.

Senti anche la precarietà di questa dimensione e delle emozioni che ti travolgono e cerchi, per quanto possibile, di radicarti, di creare adesso, al tuo interno, dei riferimenti a cui attingere nei momenti bui, quando starai male, quando avrai l’impressione di non riuscire più a respirare e i tuoi pensieri ti tireranno ancora più giù.

A prescindere da quello che provi in questo momento, che ti faccia bene o male, fa parte del vivere, ed è una cosa a cui, per niente e per nessuno devi mai rinunciare, permettendo sempre ai tuoi sentimenti di esperimersi e di farti sentire viva.

Un po’ di ritmo

Fuori piove e c’è nebbia, aria più che umida, il fiume è di nuovo in piena.

Fino a stasera niente impegni.

Dalla regia mi hanno già comunicato l’assetto che intendono tenere per quest’oggi.

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Nulla invoglia ad uscire dal letto ma potrebbe essere una buona giornata per riordinare un po’  il campo di battaglia che ottimisticamente chiamo casa….

Ok…un po’ di ritmo e via…..

 

“Giorni NO!”

Ci sono i “giorni NO!”

Quelli in cui i tuoi due neuroni, prima che tu ti sia svegliata, hanno deciso di uscire per andare al Luna Park;

quelli in cui tutti i tuoi gatti hanno deciso che la tua casa E‘ il Luna Park;

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quelli in cui vorresti ascoltare la radio sulla tua stazione preferita e la tua macchina, in totale autonomia, decide che vuole ascoltare altro;

quelli in cui quando entri in ufficio l’aria è talmente “tossica” che lo smog di Pechino, in confronto, sembra profumo di rose;

quelli in cui, mentre stai scrivendo col pc, lui muore in modo plateale prendendo quasi fuoco,

quelli in cui quando porti il pc dal rivenditore lui ti guarda sereno e dice: “pensi che da quando vendiamo questa marca è il secondo che fa così”… e in risposta a questa geniale affermazione ti senti mentre gli stai dicendo…-” Che culo! Mi date un premio per questo?”-

Tornando a casa ti accorgi che per essere gennaio le temperature sono miti, che nelle rotonde in mezzo all’erba stanno fiorendo le margheritine…tante margheritine, che è venerdì e ti aspetta l’intero fine settimana per dedicarti a quello che ti piace.

E allora cambi strada e per tornare a casa fai quella in mezzo alle colline, godendo dei magnifici paesaggi e colori, lasci che la tua macchina ti faccia ascoltare la SUA playlist e sai che quando aprirai la porta di casa ci sarà qualcuno che ti solleverà il morale.

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Ieri poteva essere una “giornata NO”. Prima di addormentarmi ho aperto a caso un libro che stava sul comodino e ho letto:

“Non disperare mai e non avere fretta.”

 Ieri poteva essere una “giornata NO”, ma tutto sommato non lo è stata.

Buon week end.

Gemme

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Lo so, siamo in gennaio, negli Stati Uniti si stanno ibernando con una perturbazione artica eccezionale e probabilmente nelle prossime settimane anche qui arriverà la neve. Come giustamente ricorda il calendario siamo in gennaio, in pieno inverno, che peraltro è iniziato da poco,  il 21 dicembre. Eppure…

Stamattina quando nel buio del primo mattino sono uscita a sentire il tempo c’era aria di scirocco, tiepida per essere le cinque del mattino. Più tardi, al rientro dalla passeggiata con i cani, non ho resistito e sono andata a guardare i mirabolani che si affacciano alla finestra di casa. Le loro gemme…, lo so, siamo sempre in pieno inverno, eppure…

A soffermarsi a guardare le gemme dei mirabolani si vede che stanno iniziando a cambiare. E’ così, ogni anno, tutto l’anno. Non ha importanza quello che dice il calendario, a me le stagioni piace coglierle e seguirle osservando quello che mi circonda. E così, in pieno inverno, giorno dopo giorno mi piace osservare come minimi cambiamenti accompagnano il trascorrere del tempo verso la primavera.