Vigilia di Natale a Trieste

Panorama di Trieste

Ci sono dei momenti in cui, complici i riti natalizi, alcuni luoghi a me cari assumono un aspetto diverso dalla solita quotidianità. In quei frangenti mi piace, quando posso, ritornarci e riviverli sottovoce, in silenzio, assaporandoli con tutti i sensi e con quel sentire a fior di pelle che li rende a me così speciali.

La sera della Vigilia di Natale, dopo la cena di rito ma ben prima della messa di mezzanotte, sono ripassata a visitare quegli spazi di Trieste che da sempre mi affascinano. Avevo dentro un silenzio strano, profondo ma piacevole, quel silenzio che ti accompagna e come una carezza ti segue nel tuo peregrinare, accudendoti in modo che tu non ti senta mai sola. Avevo saputo che in Piazza Unità, una bellissima piazza che si affaccia sul mare, avevano allestito dei giochi di luci e così, accompagnata da  quella quiete interiore, ci sono andata.

La piazza, come prevedibile, era semideserta attraversata solo da rari passanti che si soffermavano davanti al presepe e all’albero di Natale allestiti un po’ in disparte. Con la scusa di fotografare i giochi di luci mi sono accovacciata a metà della piazza e sono rimasta ad osservare. E’ bella Piazza Unità. Con quei palazzi in marmo bianco tutti illuminati che la cingono sui 3 lati mentre l’ultimo si apre sul mare del Golfo di Trieste. Sono rimasta lì per un po’ a rimirare i disegni che proiettati, si rincorrevano sulla facciata del palazzo comunale, a riempirmi gli occhi di quei marmi scolpiti, di mosaici dorati che brillavano illuminati dai fari, ascoltando in sottofondo una musica natalizia diffusa da alcuni altoparlanti nascosti chissà dove.

Giochi di luci sul palazzo comunale

Poi ho sentito inevitabilmente il richiamo del mare e di un molo, quel molo, che quasi ogni mattina quando andavo a scuola percorrevo con qualsiasi tempo, prima di correre a prendere l’autobus, per il semplice gusto di arrivare in cima e girarmi a osservare la piazza e la città abbarbicata sulla collina alle sue spalle.

Un po’ a lato rispetto a Piazza Unità, si estende in mare per 246 metri, il Molo Audace, in passato chiamato Molo San Carlo e per questo nome a me ultimamente ancora più caro. La vista sulla piazza e sulla città dalla cima di quel molo mi lascia incantata tutte le volte e la sera ancora di più, con le luci che si riflettono nell’acqua a trasformare tutto in un piccolo presepe. Da lì, mentre ascoltavo lo sciabordio delle onde sulle pietre di arenaria e annusavo l’aria intrisa di quel particolare odore salmastro, ho continuato ad osservare la piazza e la città illuminate, riempiendomi gli occhi e l’anima di quel sentire e lasciandomi cullare. 

Prima di rientrare a casa, c’era ancora un posto dove sentivo il bisogno di andare e così presa la macchina sono salita su per il colle fino ad arrivare alla sommità dove è situata la Basilica di San Giusto.

Cattedrale di S. Giusto

La chiesa era illuminata con luci non troppo forti e la piazzetta antistante era deserta. Sono rimasta lì per un po,’ seduta sui gradini di un pozzo a rimirare questa bellissima cattedrale. Ogni tanto passava qualcuno, con passo lento e tranquillo, in passeggiata con il cane dopo la cena della vigilia. Quel silenzio che mi aveva accompagnata per tutta la serata, qui è diventato più profondo, più denso, quasi a riconoscere la sacralità del luogo.

E d’istinto un pensiero è andato a colui che come me, avrebbe saputo apprezzare, vivere, godere e condividere questo attimo di intimo silenzio.

Trieste è una bellissima città da vivere in due.

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16 thoughts on “Vigilia di Natale a Trieste

  1. Ian Saiin ha detto:

    Trieste è davvero davvero una città bellissima… e se solo tu sai perché il molo San Carlo ti è più caro con quel nome… anch’io so quant’è vero che è da vivere in due 😉 (e quanti ricordi che mi hai scatenato stasera!! Non vale!!!)

    • Nuzk ha detto:

      Ciao Ian, ben arrivato. E’ un piacere averti qui. Anche se ormai non ci vivo più, adoro Trieste. Spero di aver scatenato in te solo dei bei ricordi. Tu invece con il tuo blog, oltre a farmi ridere di gusto con un “lampo”, mi hai piacevolmente sorpreso con gli usi e costumi nella quotidianità dei giapponesi. Passerò spesso dalle tue parti 🙂

      • Ian Saiin ha detto:

        Be’, dai, allora confesso. Anch’io a Trieste ci ho vissuto per un po’ (10 anni…) e non ci vivo più. Però la adoro, come te. E i ricordi sono belli. Vivi, e veramente belli.

      • Nuzk ha detto:

        …e quando ci ritorno ci sono dei posti in cui devo assolutamente passare: a Miramare, S. Giusto, il molo Audace, il mare sugli scogli ma non quelli di Barcola affollati e rumorosi ma quelli dei Filtri a S. Croce dove ti puoi sedere sulla spiaggia di sassolini e percepire il mare nella sua totalità. E andare anche solo per poco tempo in Slovenia, che come passi il confine senti di essere in un altro mondo,e poi la lista continua….

    • Nuzk ha detto:

      Anche tu con il tuo post “Scrivi l’anima” hai scatenato in me ricordi di intense emozioni. Grazie

  2. Maurizio Vagnozzi ha detto:

    ho vissuto un anno a Trieste (oltre 30 anni fa) e ne ho un ricordo fantastico. Il Caffè degli Specchi, un panino da Pepi, poi con tram su verso Opicina e giù ancora verso il vecchio Ghetto, e le corse fino al Castello di Miramare … mi hai fatto venire una voglia di tornarci!

  3. Drimer ha detto:

    Lo sapevo…emozionante come sempre 😉

  4. Nuzk ha detto:

    Bel nome, mi piace…ma si vede il mare?

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