Ottobre

tramonto

Siamo a fine ottobre, la temperatura è insolitamente alta (oggi c’erano 23 gradi). Le giornate passano velocemente e altrettanto velocemente diminuiscono le ore di luce. La natura si sta preparando al periodo di riposo invernale. Ad accompagnare questo acquietarsi ci sono i colori dell’autunno con tutte le tonalità vivaci e calde delle foglie che stanno per cadere. Giallo, rosso, arancio, foglie, frutti, contrasti, luci, tramonti…

foglie di vite

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Nebbia

alba

Stamattina la giornata è iniziata nebbiosa, triste, pesante sia fuori nel paesaggio, che dentro nel miscuglio di emozioni che si rincorrevano senza sosta. Poi, per pochi minuti la nebbia si è abbassata, lasciando intravvedere il sorgere del sole da dietro la collina. A volte basta poco, uno scorcio, un profumo, un piccolo pensiero per cambiare le sorti di una giornata iniziata un po’ così. Quell’attimo di sole, quel frammento di cielo tra le nubi e la nebbia, la possibilità di fermarmi a goderne, mi ha fatto sentire fortunata. Un “Grazie”  dal cuore per quei pochi istanti e la giornata ha assunto una sfumatura diversa.

La prima piena

foglie

L’autunno ormai è arrivato e quando esco da casa la macchina fotografica è sempre con me. Domenica mattina approfittando della giornata libera mi sono attardata sul greto del torrente a fare alcune fotografie. Mi piace osservare i dettagli e come la natura nel suo naturale trascorrere delle stagioni crei accostamenti continui mescolando la materia.

Domenica notte è piovuto. Tanta pioggia, tutta insieme e lunedì mattina è arrivata la prima ondata di piena della stagione. Il greto del torrente dove avevo fatto le foto poche ore prima, il mattino successivo è stato travolto dall’acqua. Le foto che seguono sono un piccolo assaggio delle condizioni del fiume lunedì mattina. La notte del lunedì è piovuto ancora e martedì mattina un’altra piena ha movimentato il torrente.

Nei campi arati nuotano i germani. Sullo sfondo oltre gli alberi, il fiume in piena
Nel campo arato nuotano i germani. Sullo sfondo oltre gli alberi, il fiume in piena

piena

2 piena

piena

Mare d’autunno

Bellaria

Complice un’imprevista vicinanza al mare, ieri ho avuto modo di pranzare in spiaggia. Ormai i bagni sono chiusi e assomogliano molto ai Luna Park quando si spengono le luci. Malinconici, vuoti, privi di quel pullulare di persone, di caldo, di rumori e frenesia che nel periodo della bella stagione li caratterizza. Per il mio modo di essere, adesso è il periodo ideale per frequentarli, quando quella strana immobilità li pervade e le persone che li frequentano sono poche, silenziose nel loro camminare sulla sabbia umida al confine con il mare. E quei bagni si trasformano in delle piccole oasi in cui ci si può perdere a guardare le miriadi di conchigliette portare dal continuo fluire delle onde, raccogliendo quelle che più ci attirano da portare a casa, oppure rimanere a guardare il nugolo di gabbiani che improvvisamente si materializza quando qualcuno estrae da una borsa un sacchetto di pane. E le piccole increspature d’acqua, lente e cadenzate, che  accarezzano la riva accompagnano dolcemente quel silenzio e quella quiete che tanto mi piace del mare d’autunno.

Girovagando

frassino

Ci sono dei giorni in cui mi piace girovagare lungo la valle per godere dei paesaggi in continuo cambiamento che offre. E’ una valle in parte coltivata a frutteti (viti, albicocchi, peschi, ciliegi) e in parte, nella zona che si addentra nell’Appennino, a castagneti. La primavera e l’autunno sono le stagioni in cui il paesaggio esplode di colori che sottolineano il mutare delle stagioni. Alle parti coltivate spesso si alternano formazioni a calanchi che incidono i versanti creando dei contrasti molto particolari.

La vegetazione arborea spontanea è costituita principalmente da roverelle (Quercus pubescens), ornielli (Fraxinus ornus), aceri campestri (Acer campestre) e poco altro che riesce a crescere su questa terra argillosa.

Ieri, nel mio girovagare, mi sono ritrovata a costeggiare un versante dal quale era appena spuntato il sole che illuminava con luce radente l’erba secca e qualche piccolo frassino che vi crescevano. La luce e l’effetto ottico particolare che rendeva tutto simile ad un quadro astratto, mi hanno attratto in maniera irresistibile e ho fatto alcuni scatti.

frassino autunno

Pyracantha

pyracantha-1

Da alcune settimane la siepe di pyracantha, che scorre per un breve tratto della provinciale, sta portando a maturazione le sue bacche. E tutti i giorni, passandoci davanti per andare e tornare dal lavoro  mi ripromettevo di fermarmi a fare delle foto. Oggi complici le ferie e il sole, che finalmente splende limpido, ce l’ho fatta.

pyracantha-3

In genere il pyracanha viene utilizzato per le siepi formali, squadrate periodicamente con il tagliasiepi. A me piacciono moltissimo invece le siepi informali in cui le piante che le costituiscono sono libere di crescere secondo la loro natura. E il pyracantha è tra le piante che meglio manifesta la sua natura se lasciato crescere a modo suo. Questa siepe poi è assolutamente lasciata andare e quindi al Pyracantha si è avviluppata la clematide creando un’associazione insolita.

pyracantha-2